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mercoledì 9 novembre 2016

Visioni e letture a tema ambientale

Era da qualche giorno che vedevo National Geographic e Leonardo DiCaprio esortare con insistenza alla visione di un documentario. Sapevo che Leo era un fervente ambientalista, ma non sapevo fosse stato scelto per l'incarico di Messaggero di Pace sul clima per conto dell'Onu.
Ora io non so perché ci sia scritto che fosse disponibile in streaming gratuito fino a ieri ed io l'abbia visto oggi, ma guardandolo mi sono venute in mente altre cose che ho letto o visto, e quindi ho deciso di scrivere questo piccolo compendio per chi fosse interessato. Visto che è davvero piccolo, ringrazierei chiunque di voi avesse altri consigli da dare.
  • Punto di non ritorno, film di Leonardo DiCaprio, 2016 (apparentemente in streaming gratuito ancora fino a ieri, affrettatevi!)
  • HOME, homeproject, film di Yann Arthus-Bertrand, 2009 (ne avevo già parlato in questo blog: link)
  • WALL•E, film della Pixar, se non l'avete ancora visto, dovete assolutamente rimediare!
  • The Day after Tomorrow, perché magari con un film apocalittico vi sale un po' d'ansia.

Inquinamento luminoso in Europa, dal documentario Punto di non ritorno

Due libri consigliatissimi di Frank Schätzing. L'autore è molto sensibile alle tematiche ambientali e lo fa capire molto bene mescolando alle trame di questi suoi due (fanta-)thriller argomenti molto attuali e decisamente reali. Non si può descrivere a parole la bravura di quest'autore, dovete solo andare in libreria o in biblioteca e provare a leggerlo, per me è stata una bellissima scoperta. È passato parecchio da quando li ho letti, eppure mi tornano sempre in mente.
  • Frank Schätzing, Il quinto giorno,  Editrice Nord, 2005, pp. 1032. Questo romanzo è ambientato ai giorni nostri. Mi è piaciuto moltissimo perché parla soprattutto dell'estrazione di petrolio nel Mare del Nord, dell'impoverimento delle risorse ittiche per la pesca eccessiva e del pericolo relativo al surriscaldamento dell'atmosfera. Pone anche interrogativi davvero interessanti su delle potenziali forme di vita intelligenti oltre all'uomo. 
  • Frank Schätzing, Limit, Editrice Nord, 2010, pp. 1370. Limit è ambientato in un futuro non troppo lontano in cui si è riusciti a sviluppare una tecnologia ideale per arrivare con un "ascensore" fino all'orbita geostazionaria e partire da lì con gli Shuttle per andare sulla Luna a raccogliere Elio-3 per ottenere energia dalla fusione nucleare. Anche qui si parla delle lobby del petrolio. Anche qui, come ne Il quinto giorno, siamo di fronte ad un romanzo corale, con tanti protagonisti, tutti ben caratterizzati. Alla fine non si può non affezionarsi al detective informatico inglese Jericho e alla giovane hacker cinese Yoyo.
Qualche anime:
  • PLANETES, realizzato da Sunrise, prodotto da Yoshitaka Kawaguchi (26 episodi), dall'omonimo manga. I protagonisti di questa storia sono dei raccoglitori di detriti spaziali. L'anime ha dei disegni molto belli, molto particolareggiati, ed è fatto molto bene dal punto di vista della "fattibilità" spaziale. Ora so che qualcuno ricondurrebbe il discorso a Gravity, per la tematica dei rifiuti spaziali, ma quel film non mi è proprio piaciuto, e quindi non lo consiglio. È invece ricollegabile a Limit per la tematica spaziale e dell'Elio-3.
  • Pom Poko, diretto da Isao Takahata, 1994. Questo film parla del repentino processo di urbanizzazione subito dalle campagne nei dintorni di Tokio nei primi anni '90. La storia è raccontata dal punto di vista dei Tanuki, una specie di cane-procione della cultura giapponese, che si vedono sottrarre le loro case su una collina vicino alla città in espansione. Il film è ricco di interessanti riferimenti al folklore e alle leggende giapponesi.
  • Un po' tutti i film di Miyazaki, ma in particolare direi Princess Mononoke e Nausicaä della Valle del vento, rispettivamente del 1997 e del 1984. Il primo parla di come l'industrializzazione corrompa e travolga la natura, il secondo è ambientato in un indefinito futuro in cui la vita cerca di ricomiciare dopo un'era di disastri nucleari.
Infine, visto che siamo qui, vado un po' off-topic e vi propongo una scelta alternativa per l'acquisto di un cellulare: il Fairphone è uno smartphone modulare di fascia media. Costa abbastanza, ma ha il vantaggio di una completa tracciabilità della provenienza dei componenti, e in particolare si ripropone di non usare minerali provenienti dalle zone di conflitto e di sfruttamento del lavoro. Cerca di usare il più possibile materiali riciclati e/o riciclabili. Articolo di Wired sul Fairphone 2.

Obiettivi di Fairphone.

martedì 16 settembre 2014

Il KINDLE PAPERWHITE e la mia esperienza di lettura elettronica


A Natale mi è stato regalato il Kindle Paperwhite, l’ebook reader touch marchiato Amazon. Visto che lo sto usando da più di qualche mese, vi posso dare le mie impressioni su questo prodotto.

L’EBOOK READER NON È UN TABLET

Una piccola precisazione prima di continuare: un eReader non è un tablet. Questo lo dico perché trovo molte persone stupite davanti allo schermo di un ebook reader. Se avete occasione di vederne uno in esposizione in qualche libreria o negozio, vi potrete facilmente accorgere che lo schermo è completamente diverso. Un tablet ha uno schermo LCD ed è generalmente un piccolo computer portatile. Un eReader è una cosa totalmente diversa e la sua funzione primaria è appunto LA LETTURA.
Nel dispositivo è installato un browser ma io, ad esempio, non l’ho mai usato. Questo fondamentalmente perché se ho la possibilità di andare in internet, è perché sono a casa col WiFi, e quindi ho quasi sicuramente il PC acceso e, se proprio devo cercare qualcosa, lo faccio da lì. In ogni caso l’ho provato e va bene.
La tecnologia che sta dietro allo schermo di un ebook reader (inchiostro elettronico) è completamente differente e consente di visualizzare lo schermo del dispositivo proprio come se fosse una pagina stampata. In effetti, è una cosa davvero stupefacente, che consente di non affaticare gli occhi come quando si usano invece degli LCD.
Quando avevo cominciato ad informarmi per un eReader ero un po’ infastidita nel trovare indifferentemente tablet ed ebook reader misti, pur svolgendo la ricerca solo con ”ebook reader/eReader”. È un po’ come se, cercando un lettore Mp3, il motore di ricerca ci fornisse anche tutta la gamma di Smartphone in commercio.
In sostanza, giusto per ribadire il concetto, se volete un ebook reader per le molte comodità che vi illustrerò a breve rispetto ad un normale libro, va bene. Se invece state cercando qualcosa con cui giochicchiare, guardare video, andare in internet e quant’altro, cercatevi un tablet. J


PRO

·         Buon rapporto tra ingombro e capienza (per dirla ingegneristicamente). Io ho cominciato ad informarmi sugli ebook reader quando mi sono accorta che, nonostante avessi aggiunto 6 mensole in camera mia (di cui due recuperate da avanzi di mobili Ikea, tagliate ad hoc per convivere con un pilastro sporgente), e nonostante avessi anche svuotato un intero vano del mio armadio, la mia camera non era più in grado di contenere i miei libri. Ignorando il chiaro segno divino che mi faceva notare che il numero di libri posseduti avanza con l’età, e che una volta arrivati a questo punto sarebbe meglio cercarsi un’intera casa propria da riempire, e non volendo neppure colonizzare la casa del mio ragazzo prima ancora che questi cominciasse a portare le sue valigie di vestiti, ho optato per la ricerca di una soluzione più pratica. Il Kindle è piccolo e può contenere oltre mille libri, e su Amazon l’archiviazione in Cloud è gratuita finché il contenuto è acquistato su Amazon. Il Kindle Paperwhite dispone di una memoria interna di 2GB, dei quali 1,25GB utilizzabili. Ho osservato che i miei libri vanno da qualche centinaia di kB a 3-4MB. Quindi, insomma, di spazio ce n’è. Questa caratteristica dell’eReader rende dunque molto comodo viaggiare. Ad esempio quando le nostre prossime letture sono Limit, I Pilastri della Terra, la trilogia Alexandros e Il Trono di Spade, un eReader non è niente male, in particolare per quelli che, come me, amano tenere sempre un libro in borsa pronto alla lettura.

·         I dizionari. Un’eccezionale qualità del Kindle è la praticità di utilizzo dei dizionari. Quando non si conosce una parola, basta tenere schiacciato il dito sulla parola stessa per veder comparire la corrispondente voce del dizionario. Oltre ad essere molto comodo nella propria lingua (perché, diciamocelo, non si finisce mai d’imparare, anche quando si parla della propria lingua madre! Ad esempio io non sapevo cosa fosse un doccione…beh…ora lo so!), risulta davvero pratico quando si legge in lingua straniera. Mi è capitato infatti di comprare un libro in inglese e, appena è stato introdotto nella mia libreria del dispositivo, Amazon ha subito salvato anche i dizionari monolingua d’inglese. I dizionari sono in ogni caso disponibili sul proprio spazio in cloud all’acquisto del Kindle ma, per comodità, Amazon non li mette subito nel dispositivo perché, giustamente, a qualcuno potrebbe non interessare avere il dizionario di giapponese pronto all’uso. Ci tengo a sottolineare questa caratteristica perché è incredibile poter usufruire di queste risorse gratuitamente. I dizionari d’inglese sono l’Oxford Dictionary of English e il The New Oxford American Dictionary, che sono davvero degli ottimi dizionari! Le lingue già disponibili sono Portoghese, Spagnolo, Tedesco, Inglese, Francese, Giapponese, Cinese e, per l’Italiano, lo Zingarelli. Una cosa simpatica è che l’elenco delle parole cercate rimane in memoria per poterle rivedere velocemente. Una volta imparate si può dire al Kindle “ok, l’ho imparata, grazie!” e rimuoverla dall’elenco (doccione adesso l’ho rimossa per esempio! XD ).

·         Non stanca gli occhi. L’ho già accennato prima, la tecnologia e-ink è diversa da quella di smartphone e tablet, l’effetto è proprio quello di una pagina stampata. Questa tecnologia è pensata e realizzata per contenuti piuttosto statici, quindi non si può avere la fluidità di un LCD con contenuti che richiedono velocità. Per questo motivo questo dispositivo è fatto per la lettura e non per la navigazione o altro. In ogni caso il Kindle Paperwhite risulta più fluido del suo predecessore nel cambio pagina e anche quando si accede allo store online non da problemi di alcun tipo nella visualizzazione. Il Kindle Paperwhite è anche dotato di un sistema di retroilluminazione per la lettura notturna, o comunque in ambienti poco luminosi o, viceversa, per ambienti molto luminosi. Io l’ho usato qualche volta in ambienti poco luminosi e mi sono trovata molto bene. L’ho usato anche a luci spente e non mi ha dato fastidio ma, in generale, preferisco una luce soffusa e la luminosità dello schermo bassa. L’ho usato anche in pieno sole dove dicono che potrebbe essere necessaria l’illuminazione al massimo ma, a dire il vero, senza illuminazione si leggeva perfettamente! Lo schermo del Kindle è antiriflesso quindi anche sotto questo punto di vista è eccellente.

·         Anche l’occhio vuole la sua parte. Il Kindle Paperwhite è ben curato nei particolari. Il design è veramente bello, semplice ed elegante. Io alla fine ho messo una skin, perché mi piaceva personalizzarlo un po’, e perché avevo visto il Kindle di mia sorella con la skin e mi era piaciuta molto. In realtà la mia skin mi piace molto ma mi è quasi dispiaciuto metterla perché può benissimo stare al naturale.



·         Il cavetto USB in dotazione. Parlando di cose serie…il cavo USB in dotazione è lungo 1,50m…Cioè…UN METRO E MEZZO DI CAVO USB!!! Vi rendete conto??? Quanti secoli sono che non vedete un cavo USB così?? Basta coi lettori MP3 appesi al PC e i cellulari appoggiati per terra perché col cavo non si arriva al tavolo! UN METRO E MEZZO!



·         Il minor costo degli ebook rispetto ai libri cartacei. Dopo questa divagazione arriviamo all’ovvio. I libri costano tantissimo. È un dato di fatto che gli ebook costino meno, e con le offerte del giorno di Amazon si possono trovare molte cose interessanti, oltre all’indiscutibile fuffa che si trova spesso. Inoltre molti classici si possono reperire gratuitamente, e anche questa è un’ottima cosa. C’è anche da dire che, per come stanno le cose, gli ebook sono comunque più costosi di quanto dovrebbero essere, considerato che sono esenti dai costi di produzione e di trasporto. Da quel che so, questa è una battaglia aperta, che porta a discussioni anche a livello politico dove l’opinione è divisa tra i favorevoli e i contrari ad un abbassamento dell’Iva, che attualmente è al 22%, rispetto al 4% dei libri cartacei. E qui si può anche cominciare un dibattito sull’inevitabile pirateria nell’ambito delle opere in formato elettronico, argomento che, per adesso, non toccherò. Io per ora tra classici e offerte ho risparmiato, complice anche il colosso Amazon che sta dietro questo dispositivo in particolare.

·         La batteria e altre qualità alla rinfusa. Io ho il Kindle da Natale. In questi 8 mesi ho caricato la batteria in totale 3 volte. Ho letto 4 libri, di cui due di più di mille pagine, quindi direi che, per ora, la batteria non è causa di ansia. Il to­uch è molto buono, ha una buona sensibilità ed è ben ripartito sullo schermo. Lo schermo è da 6’’ e c’è la possibilità di ingrandire o diminuire i caratteri a piacimento così se vi manca qualche diottria il problema è risolto. Il software è buono, semplice, intuitivo e fluido.  


DUBBI E PERPLESSITÀ

·         La perplessità tipica: “il cartaceo è meglio”. Dopo avervi detto tutte queste belle cose sull’eReader, si arriva all’inevitabile. L’amore spassionato per il frusciare delle pagine. L’odore della carta. La bellezza di una libreria colorata, ordinata o no, con i libri in prima edizione ancora perfetti e con quelli dove sono stati annotati pensieri e parole. Ammettiamolo: il lato romantico del libro non è ripagabile con nessuna diavoleria moderna. Si potranno anche evidenziare frasi da condividere sui social network, e si potranno anche scrivere delle note, ma un libro e sempre un libro. La “sfogliabilità” è una cosa che manca completamente a questi oggetti. Per quanto si siano impegnati nella creazione di indici, di barre d’avanzamento e di una funzione di ricerca, sfogliare un libro sarà sempre più bello e immediato.



·         La durabilità (sempre ingegneramente parlando). L’ansia da amante dei propri libri…e se l’eReader si rompe? Ovviamente, è tutto salvato in cloud. Certo, se arrivasse una tempesta solare in grado di rendere inefficienti tutti i dispositivi elettronici, allora sì, avremo perso i nostri ebook…ma forse in quel caso avremmo altre preoccupazioni a cui pensare! Più interessante è invece la questione di un ipotetico cambiamento di dispositivo. Adesso io ho un Kindle e mi trovo bene. Anche supponendo che sia un ottimo dispositivo, supposizione realistica viste le premesse, il tempo è tiranno, in particolare con l’elettronica. Hardwaristicamente parlando, la batteria prima o poi ci abbandonerà, è un dato di fatto. Softwaristicamente parlando, la tecnologia è infame perché corre veloce. I formati cambiano o vengono addirittura abbandonati, si comincia ad aver bisogno di convertitori, la faccenda diventa noiosa. Quindi, se io tra dieci anni volessi cambiare dispositivo (che ne so…Amazon fallisce, i kobo migliorano…:/ ) che ne sarà della mia biblioteca virtuale?? Per evitare la pirateria, anzi, per evitare la concorrenza, ogni casa si inventa vari formati (ad es .mobi, .epub,…) per gli ebook (se avete bisogno di un convertitore, guardate Calibre o guardate le istruzioni per la coversione di Amazon). Scommettiamo che il cambio di dispositivo verrà reso un inferno e ci costringerà a smanettare porcheggiando al PC per ore? Tutti stress che un libro cartaceo non provoca. Come si suol dire…Scripta manent.

·         L’acquisto da altri siti. Questo è un dubbio, perché in realtà non ho mai fatto ricerche al riguardo e non ci ho neanche mai provato. Amazon ovviamente non ha interesse nel pubblicizzare l’acquisto su altri siti, quindi non saprei. Ad esempio la Feltrinelli vende in formato EPUB (quello universale diciamo, qui Amazon è un po' la Apple di turno...) che, ovviamente, non è compatibile con Kindle. Certo, a questo scopo c’è Calibre, ma il risultato com’è? Se qualcuno ne ha esperienza, mi dia notizie!

·         Il prezzo. Un eReader costa, e questo costo va detratto dagli eventuali benefici del minor costo dei libri. Il Kindle Paperwhite costa attualmente 129€, ma l’ho visto arrivare a 99€, e attualmente i 129€ includono 5 ebook, quindi le buone offerte ci sono. In ogni caso, a me è stato regalato, così  non mi devo preoccupare di questi conti! XD


CONCLUSIONI

C’era una bella maglietta che diceva: “Per un ingegnere il bicchiere non è mai mezzo pieno né mezzo vuoto, è sempre pieno di due fluidi diversi”. Non sono qui per dirvi di passare ad un eReader o per dirvi che fa schifo. Questa è una posizione vostra. A me piacciono sia i libri sia l’eReader. Il Kindle è indubbiamente un ottimo prodotto ed è molto pratico. I libri sono bellissimi e una casa senza libri mi rattristerebbe molto. Per quanto mi riguarda dunque, eReader in vacanza e per libri in lingua straniera, e libro cartaceo a casa. A mio parere non sarebbe male se vendessero congiuntamente libro cartaceo e versione ebook. Un po’ come quando ti vendono un il blu-ray con anche il DVD…solo che questo potrebbe addirittura avere un senso!


Infine, ecco il link della pagina Amazon.
Come sempre, qui in basso potete dirmi o chiedermi tutto quello che volete, o semplicemente riportare se il post è stato interessante o no. Sennò fate i fantasmi come al solito... ;) Baci!

lunedì 23 settembre 2013

Qualche libro!

Sebbene ultimamente io riesca a trovare raramente il tempo per leggere, ecco un resoconto delle mie opinioni su alcuni libri che ho letto durante l'anno.



Buona Apocalisse a tutti! - Neil Gaiman e Terry Pratchett (Fantasy o "Urban fantasy" come direbbero le classificazioni moderne)

Di nuovo in campo con Uomini e Dei. Libro spassosissimo (d'altronde cos'altro ci si poteva aspettare dal connubio di questi due scrittori?). L'Apocalisse si avvicina, a contrastarla ci sono un Angelo (Azraphel, che comincia a mettere in dubbio il Piano Divino) e un Demone (Crowley, il Serpente, che è al mondo da migliaia di anni e ormai vi si è affezionato), un cacciatore di streghe e una strega e un manipolo di ragazzini con un segugio infernale ridotto a docile cagnolino. Tanti riferimenti a Star Wars, al Signore degli Anelli e, ovviamente, alla Bibbia, il tutto condito sferzante ironia. Splendido!



Veleno d'inchiostro - Cornelia Funke (Fantasy)

Secondo capitolo della saga del Mondo d'Inchiostro dopo Cuore d'Inchiostro. A me il primo capitolo è piaciuto molto in particolare per l'originalità e la caratterizzazione dei personaggi. Mentre il primo capitolo si svolge nel nostro mondo, Veleno d'Inchiostro si svolge nel Mondo d'Inchiostro. Meggie è cresciuta, è un'adolescente e come tale fa una sciocchezza senza pensare alle possibili conseguenze. Scopriremo più dettagli della vita di Dita di Polvere, ritroveremo Fenoglio e conosceremo il perfido Testa di Serpente. Complessivamente è molto carino, ben architettato, personaggi interessanti, suspense, coinvolgimento emotivo. Non aggiunge molto al primo capitolo ma è sicuramente una buona lettura.


L'Ombra del Torturatore - Gene Wolfe (Fantasy/Fantascienza)

Ho preso questo libro fondamentalmente perché ogni tanto cerco di leggere qualcosa di autori che non conosco già, perché costava poco e perché in copertina riportava un apprezzamento di Neil Gaiman :). Beh devo dire che questo libro è un'esplosione di fantasia. È difficilmente etichettabile. Tanto per cominciare c'è da dire che è il primo di 5 libri (ciclo Il Libro del Nuovo Sole) e che per ora ho letto solo questo. Lo scrittore sceglie un protagonista atipico, un torturatore. Il Punto è che non solo è un torturatore, ma è proprio un torturatore abbastanza convinto, quindi è una scelta un po' azzardata perché normalmente si cercano personaggi che ispirino fiducia o simpatia. L'ambientazione poi parte con una cittadella semi-medievale, quasi un fantasy classico dove sappiamo che esistono anche delle streghe anche se non le vediamo mai. E poi esplode. Tecnologia avanzata, magia, forme aliene. Stordisce completamente il lettore portandolo in un mondo che non sappiamo se essere il nostro, in un tempo indefinito, in una città immensa, quasi senza confini, dove lo spazio non è forse esattamente ciò che noi intendiamo nella definizione classica. Sicuramente interessante, bisogna solo vedere fino a che punto. Ad esempio i dialoghi e il modo di agire dei personaggi sembrano non avere alcun senso, oppure ce l'hanno? Il modo di comunicare e di agire in un mondo così diverso dal nostro non dovrebbe, infondo, essere davvero diverso? Ho in lista su Amazon gli altri capitoli, sto ancora decidendo sul da farsi.


Il Nostro Tragico Universo - Scarlett Thomas (Storia senza storia?)

Ho letto quasi tutti i libri di quest'autrice e quello che mi è piaciuto di più rimane il primo che ho letto: Che fine ha fatto Mr. Y?. È un'autrice che ama molto filosofeggiare sul tema della multi-dimensionalità dell'universo. I suoi libri hanno quasi sempre una protagonista femminile che parla in prima persona e che credo sia molto autobiografica. In genere è una giovane donna, attraente, con pochi soldi e che lavora nel campo della letteratura, magari facendo recensioni di libri per un giornale. Non segue le mode e tende a diffidare di ciò che la nostra società prova a propinarci come buono e giusto ogni giorno tramite i media e la pubblicità. Spesso è un'autolesionista che porta avanti relazioni con gli uomini sbagliati. Diciamo che a questo libro manca un po' quell'originalità che c'era in Che fine ha fatto Mr. Y o in L'Isola dei Segreti. Credo che in questo racconto cerchi di dire attraverso la sua protagonista cosa in realtà sta cercando di fare lei in questo racconto, ovvero raccontare una "storia senza storia", scrivere un libro senza seguire lo schema narrativo classico in tre atti: inizio, complicazione e risoluzione. Così come la sua protagonista sta pensando a come scrivere un libro di questo tipo, Scarlett Thomas lo fa lei stessa con questo racconto. Il Nostro Tragico Universo non ha propriamente un inizio e una fine, solo degli spunti e degli accadimenti casuali, non fornisce neanche una morale né prova a farcela intendere, e non ci dice cos'è reale e cosa non lo è perché non è questo lo scopo di una "storia senza storia". Comunque un esperimento interessante.

sabato 6 luglio 2013

CORALINE, dal romanzo di Neil Gaiman al film di Henry Selick




Approfitto di questa breve pausa dallo studio per parlare di questo film tratto dal libro di uno dei miei autori preferiti, Neil Gaiman

La trama

Coraline (attenzione, Coraline, non Caroline! Il nome arriva da un accidentale errore di tipografia di Gaiman, gli è piaciuto e l'ha tenuto!) si è da poco trasferita con i suoi genitori in una nuova casa. La casa ha 14 porte, 13 si aprono e chiudono normalmente, la quattordicesima invece è una piccola porticina murata nel salotto. Coraline si annoia, i genitori non le prestano molta attenzione perché lavorano strenuamente alla pubblicazione di un libro, i vicini di casa sono pazzi o inquietanti e lei si sente sola. Una notte segue dei topolini per la casa fino a che gli animaletti non scompaiono dietro la porticina del salotto, che non da più su un muro di mattoni, bensì su un altro appartamento identico al suo...o meglio, quasi identico. L'Altro appartamento è ordinato e accogliente, ha degli Altri-genitori più affettuosi che le cucinano manicaretti e compongono canzoni per lei, degli Altri-vicini simpatici che si prodigano per divertirla. C'è solo una differenza: le persone hanno bottoni al posto degli occhi...



Cosa mi è piaciuto

Adoro questo film e adoro lo scrittore di Coraline, è difficile trovare qualcosa che non mi piace, anzi...è impossibile! Vedrò dunque di dirvi perché sono innamorata di questa storia.

  • L'animazione in Stop Motion (Passo uno in italiano) è una tecnica di ripresa cinematografica che conoscete tutti, molto probabilmente per Nightmare Before Christmas, per altro dello stesso regista di Coraline, Henry Selick (si, il regista di Nightmare Before Christmas era Henry Selick, non Tim Burton! Il soggetto era di Tim Burton!). NBC è del 1993, Coraline è del 2009, e si vede l'immenso salto di qualità! Le immagini sono più fluide e in più sono arricchite dal 3D. Questa tecnica consiste sostanzialmente nel creare tutta scenografia del film in scala ridotta e usare dei modellini per i personaggi che vengono fotografati, spostati infinitesimamente a mano, ri-fotografati e così via. Le immagini vengono poi messe in sequenza alla velocità di 24 fotogrammi al secondo che, facendo due conti, sono 138.240 fotogrammi per 96 minuti di film! In un'intervista dicono che "in una settimana di lavoro intenso, produciamo 7 secondi per animatore". Considerando che in ogni fotogramma devi muovere leggermente una ventina di pezzi del pupazzo (faccia, mani, braccia, gambe, etc.) si può avere una vaga idea dell'immane lavoro che comporta un film del genere. Io adoro le cose in miniatura e la cura maniacale dei dettagli quindi questa tecnica e lo splendido risultato finale mi manda no letteralmente in estasi!






  • Il 3D. Vorrei precisare che non sono una grande fan del 3D. Trovo fastidiosamente alto il costo di questi film, la tecnica è spesso usata a sproposito, senza incrementare di fatto lo spessore (in senso lato) del film e spesso, nei film d'azione, non riescono a stabilizzare adeguatamente l'immagine, ottenendo solo un fastidioso pasticcio confusionario. Sono pochi i film che mi hanno fatto apprezzare il 3D e uno di questi è proprio Coraline. Henry Selick usa sapientemente la terza dimensione, arricchendo realmente le scene di una profondità piacevole e avvolgente. Lo usa per farci sentire dentro la storia e non per stupirci in continuazione con oggetti che ci arrivano addosso (effetto usato solo con l'ago all'inizio del film). Quando Coraline arriva al cespuglio di edera velenosa, noi siamo dentro il cespuglio, e quando entra nel tunnel bluastro che porta nell'Altra-casa, percorriamo anche noi quel tunnel. Per la realizzazione del film è stata usata una telecamera speciale con i due obiettivi ravvicinati a "distanza occhi di pupazzo" e non a "distanza occhi umani" perché sennò in 3D sarebbe sembrato di essere dei giganti nella scena.
Coraline e Henry Selick

  • La Colonna Sonora di Bruno Coulais è stupenda. Si resta ammaliati sin dai titoli di testa, con pizzicato degli archi, pianoforte e voci bianche. Bella, molto evocativa, davvero difficile da dimenticare!
  • Protagonisti e storia. L'universo di Gaiman è ricco di personaggi fortemente caratterizzati. E' difficile non restare affascinati dalla moltitudine di personalità che fa uscire dalla sua penna. Qui la protagonista è Coraline, una bambina che deve improvvisamente confrontarsi con le illusioni del mondo, e decidere a cosa credere. Non è un'eroina, non ha super-poteri, è una bambina normale, che si trova a dover indagare sulla reale natura del legame coi genitori. E' realmente affetto quello di coloro che ti regalano tutto e non ti fanno mancare niente di ciò che desideri? Avere tutto ciò che vuoi ha un prezzo? E se sì, quale? "Fai attenzione a ciò che desideri" è scritto sulla locandina del film...Coraline è stata resa molto bene nel film, dove ha la voce e le movenze della giovane attrice Dakota Fanning.
    Un leitmotiv di Gaiman sono i gatti (Gaiman ama i gatti il che non può essere che un valore aggiunto! *o* ). Qui c'è un gatto nero senza nome perché "i gatti non hanno nome", risponde il gatto a Coraline che gli aveva domandato quale fosse il suo nome, e aggiunge: "VOI persone avete il nome. E questo perché non sapete chi siete. Noi sappiamo chi siamo, perciò il nome non ci serve". E infatti nell'Altro mondo, con gli Altri-genitori, gli Altri-vicini e l'Altra-casa, non c'è un Altro-gatto, c'è sempre lo stesso gatto perché, come dice lui: "io non sono l'altro di nessuno. Io sono io". Insomma, è una perfetta filosofia felina! I gatti di Gaiman sono veri Gatti, in tutta la loro stronzaggine, altezzosità e irresistibile fascino. Gatti che non ti diranno mai che ti vogliono bene, non sarebbe da loro, eppure lo fanno, come il gatto nero di Coraline che, a suo modo, le starà sempre vicino.
Neil Gaiman adora i gatti. :)



Il DVD

Io ho l'edizione 2 Disc Collector's Edition del film con un disco per la versione in 3D e uno per la versione in 2D più gli extra. Il 3D è quello classico (anaglifo) col contrasto cromatico verde/rosso, per il quale vengono anche forniti 4 occhialetti. Chiaramente non è come stare al cinema ma, se ci si abitua e si seguono le istruzioni, ci si può comunque godere lo spettacolo. Il DVD inoltre è ricco di interessantissimi extra sulla realizzazione del film quindi è davvero un'edizione che merita di essere acquistata.
Tra film e libro ci sono delle differenze (la bambola, Wybie,...) ma non rovinano lo spirito del libro. Queste scelte vengono spiegate negli extra.



Il libro

Coraline, edizione
Oscar Mondadori,
con illustrazioni di Dave
McKean
.
Per chi non conoscesse l'autore: si, Coraline, come molti altri suoi libri, vengono catalogati come libri per bambini. Io non riuscirei a prendere decisioni così ferree sui libri di Gaiman. Direi che la maggior parte dei suoi libri sono per tutte le età. Ad esempio il suo Il Figlio del Cimitero (The Graveyard Book) pur essendo etichettato come da bambini, per me è un assoluto capolavoro! E l'ho letto recentemente (è del 2008). E' uno dei miei autori preferiti perché per me è un genio della narrazione. Se si legge Il Cimitero senza Lapidi e altre Storie Nere (M is for Magic), una sua raccolta di racconti brevi, ci si rende conto di quanto sia geniale e di quanto riesca a rendere interessante una storia anche solo in poche pagine. In Stardust si vede quanto sia assolutamente anti-convenzionale, prendendo spesso decisioni diverse da quelle che ci si aspetterebbe e lasciandoci spesso di stucco. Se proprio non vi va di leggere libri per ragazzi, leggete i suoi romanzi più adulti, American Gods  (seguito dal meno riuscito I Ragazzi di Anansi (Anansi Boys) ) e Nessun Dove (Neverwhere), sono stupendi!



Curiosità
  • Il sito internet del film (link) ha molte informazioni interessanti sul film, molti contenuti multimediali interessanti per i più piccoli (o per i cazzeggiatori come me...;) ) e si possono sentire estratti della colonna sonora.
  • Coraline, A Visual Companion (link Amazon) è un volume sulla realizzazione del film (solo in inglese). Abbastanza interessante anche se un po' ripetitivo. Concludo con un pensiero di Gaiman su Coraline riportato nella prefazione:

    "I wanted to write something about bravery. I wanted to write something that was about being brave. (...) Being brave is being absolutely scared and doing what you have to do despite fear, despite obstacles, despite anything. (...) I also wanted to write a book about love. I wanted to write a book that said sometimes the people who love you may not pay you all the attention that you need. Sometimes the people who do pay you attention may not love you, or may not love you in healthy and good ways. I wanted to write a book that said: yes, there are monsters."

    Che, sintetizzato, significa che ha scritto un libro sul coraggio e che il coraggio non è la mancanza di  paura, bensì la capacità di fare ciò che devi fare nonostante tu sia terrorizzato. E ha scritto un libro sull'amore, volendo dire che a volte le persone che ti amano non ti prestano tutte le attenzioni che vorresti, e che le persone che invece le persone che te ne prestano troppe a volte non ti amano o ti amano in maniera non salutare, sbagliata.


Penso di tornare al silenzio stampa per esami e vacanze per un altro mesetto quindi...buoni esami e buone vacanze a voi! :)

lunedì 4 marzo 2013

Sally Lockhart, i libri e la miniserie TV

Mi sembra giusto cominciare ad introdurre alcune opere dei miei autori preferiti. Comincio con questa serie di Philip Pullman perché ho da poco visto la miniserie TV inglese che le hanno dedicato. Premetto che non sono fantasy...Anna, potrebbero addirittura piacerti! Giusto per sfatare questo mito che io leggo solo fantasy e fantascienza...non è vero! 
La serie Sally Lockhart è composta da 3+1 libri. Dico 3+1 perché in realtà il quarto libro, La Principessa di Latta, è una specie di spin-off che riprende uno dei personaggi principali della serie, Jim Taylor. I quattro romanzi sono dunque:
  1. Il Rubino di Fumo: Attento alle Sette Benedizioni... Quando pronuncia per la prima volta queste parole, Sally non conosce ancora il loro significato e il loro potere micidiale. Ma la persona che le sente muore di paura. Così comincia la terribile avventura di una ragazzina di sedici anni nei sordidi bassifondi della Londra vittoriana: perseguitata da canaglie e assassini, cerca di risolvere il mistero della morte del padre, ma ovunque si volti incontra nuovi pericoli ed enigmi. Chi ha rubato il rubino lasciatole in eredità dal padre? E in che modo è legato al traffico d'oppio? La ragazza scopre presto di essere al centro del mistero, e che dalla soluzione di questo dipende la sua vita.
  2. L'Ombra nel Nord: Sally Lockhart, la coraggiosa eroina del Rubino di fumo, è di nuovo alle prese con un avversario terribilmente spietato. Sally ha ventidue anni e, seguendo il proprio talento per gli affari e il fiuto per il rischio, ha aperto un ufficio di consulenza finanziaria. L'incarico che le è stato affidato conduce ad Axel Bellmann, uomo ricchissimo e potente, ma anche circondato da un sinistro alone di mistero. In che modo è legato al naufragio di una nave carica di esplosivi? Perché perseguita un famoso illusionista? E che dire del suo fidanzamento con la giovanissima figlia di un Lord in disgrazia ma ben introdotto negli ambienti di Governo? Passo dopo passo, Sally e i suoi amici verranno a capo del mistero, ma il prezzo che dovranno pagare sarà davvero alto.
  3. La Tigre nel Pozzo: Sono passati tre anni dall'ultima avventura. Sally Lockhart, l'eroina del Rubino di fumo e dell'Ombra nel Nord, è una giovane donna, possiede una bella casa, una florida azienda e una bambina meravigliosa. Niente e nessuno è riuscito finora a sconfiggerla e proprio per questo un uomo - se di uomo si tratta - torna dal passato per distruggerla. Quest'uomo, che pochi hanno visto ma che molti temono, viene chiamato Tzaddik, il Santo: è al centro di un enorme traffico, una rete di sfruttamento e disperazione che minaccia di inghiottire anche la felice esistenza di Sally. E lei dovrà fare appello a tutto il suo coraggio, a tutta la sua intelligenza e determinazione, perché sta per ritrovarsi sola contro un nemico quasi invincibile.
  4. La Principessa di Latta: Ricordate Jim Taylor, l’amico di Sally Lockhart dai tempi del Rubino di fumo? E la piccola Adelaide, che la terribile signora Holland trattava come una schiava? Sono passati dieci anni, ma Jim non ha mai smesso di cercarla; e un giorno, all’improvviso, la ritrova.
Ecco i quattro romanzi gialli di Philip Pullman ambientati nella nebbiosa Londra di fine Ottocento. Sally Lockhart è solo una ragazza all'inizio della serie e la vedremo maturare e imporre la sua indipendenza, una tra le prime donne di quell'epoca a combattere per la rivalutazione della figura femminile. Philip Pullman non è mai scontato. I colpi di scena, i personaggi interessanti e gli intriganti misteri da risolvere non mancano mai. Lettura consigliatissima.


LA MINISERIE TV:

Nel 2006 e nel 2007 la BBC ha prodotto due film corrispondenti ai primi due romanzi della serie: The Ruby in the Smoke e The Shadow in the North. Ho recentemente comprato e visto questi due film che si trovano in una confezione coi due DVD su Amazon.it a 8,30€.


Sally Lockhart è interpretata da Billie Piper che è una cantante Pop-attrice inglese. Devo dire che come Sally Lockhart non è un granché, è un po' troppo poco carismatica anche se migliora leggermente la performance nel secondo capitolo. Nel primo DVD c'è un'interessantissima intervista a Pullman che dice che, in effetti, non vedeva bene Billie Piper per quel ruolo (lo dice molto diplomaticamente ovviamente), ma che era piacevolmente colpito da Julie Walters (Molly Weasley per capirci!!) nel ruolo di Mrs. Holland, la perfida vecchiaccia sdentata che vuole il Rubino per sé.
La ricostruzione è fatta molto bene, i personaggi sono abbastanza ben interpretati ed è stata mantenuta bene la fedeltà al romanzo. Manca  lo spessore dei romanzi forse proprio a causa della protagonista ma anche un po' per una scarsa attenzione alla caratterizzazione generale dei personaggi. Non si colgono ad esempio i forti legami che si instaurano tra Sally e Jim o tra Sally e tutta la famiglia Garland.


I DVD sono in inglese con possibilità di sottotitoli, l'intervista a Pullman è in inglese senza sottotitoli.

Direi che, se si è appassionati della serie e dell'autore, visto il costo ridotto, si possono aggiungere ad un altro ordine su Amazon senza dover pagare le spese di spedizione.

giovedì 28 febbraio 2013

Le Parole Segrete, un'inaspettata sorpresa

Questo libro è finito in mano mia perché mia sorella, essendo una fan della scrittrice, l'aveva comprato. In effetti l'aveva comprato per sè ma, avendo trovato nella seconda pagina le parole incantesimo e goblin, me l'ha rifilato nel giro di pochi giorni. Poi il libro è stato lì per mesi perché dell'autrice non sapevo niente a parte che aveva scritto Chocolat, che non ho letto ma ne ho apprezzato il film, e perché, come sempre, avevo altre centinaia di cose da leggere. Poi l'ho iniziato, e l'ho finito in due giorni. 

Questo è un libro veramente bello. Tanto per cominciare c'è da dire che, come sempre, il titolo italiano non rende. Come siano arrivati da Runelight a Le Parole Segrete, facendolo sembrare un misto tra un romanzo rosa e un giallo, non saprei proprio dirlo. Forse gli editori sono un po' fissati col fatto che un autore si debba per forza fossilizzare su un genere e tenere sempre la stessa clientela. Un po' come Philip Pullman o Neil Gaiman che sono sparsi per mezza libreria invece di trovarsi tutti vicini in un reparto, perché i loro libri non si sa se ettichettarli  come "per ragazzi" o "per adulti", volendo per forza pensare che ci sia una differenza. D'altro canto non capisco neanche come si possa scartare un libro solo perché ci si accorge che è fantasy!

In ogni caso in questo libro la protagonista è Maddy Smith, una ragazzina marchiata con una runa, un evidente simbolo di derivazione magica. Maddy vive in una Nuova Era, gli Antichi Dei sono stati sconfitti dall'Ordine dell'Innominato e il marchio di runa non è cosa ben vista. Il libro ci porta in una spirale di potere tra il politeismo degli antichi dei (Aesir e Vanir della mitologia nordica) morenti e il monoteismo nascente con l'Ordine e i suoi Inquisitori. Per me questo libro è folgorante. La trama si intreccia e si infittisce portando con sé personaggi che sarà difficile dimenticare. 

Loki viene caratterizzato in maniera eccelsa, sempre a fare scelte azzardate per avere più di ciò che ha, cercando poi di salvarsi la pelle stringendo patti e trovandosi di continuo intrappolato in ricatti e promesse da mantenere. E infatti lui è marchiato con la runa Kaen che rappresenta il Fuoco, il Caos. Adoro questo Loki!

E come dimenticare il parroco Nat Parson e la moglie Ethelberta? E il ferreo Inquisitore venuto dalla Fine del Mondo? E Skadi, la Cacciatrice? E la nostra fantastica eroina Maddy, che dovrà scoprire il segreto della sua runa e decretare il futuro del mondo e degli dei? 

Non dirò di più ma questo è veramente un bel libro con una trama intrigante, affatto scontata, e personaggi interessanti. Non so voi ma recentemente sono un po' perplessa delle ultime uscite fantasy. Insomma se si prende in mano una qualsiasi nuova uscita si può scommettere la testa che sarà:

a) una trilogia o comunque solo un i-esimo volume della serie;
b) una storia d'amore adolescenziale impossibilitata da qualche tipo di differenza razziale.

Provate a vedere!! 

Insomma a me rincuora un po' che ci siano ancora autori dotati di reale e genuina fantasia, che non devono ricorrere a tempeste ormonali per rendere apprezzabili i propri racconti. Semplicemente bravi e dotati di fervida immaginazione. Grazie Joanne Harris per questa ventata d'aria fresca! E grazie anche a tutti coloro che già conosco e continuano a stupirmi, e agli autori che invece non conosco ancora, ma che un giorno, scavando da Feltrinelli, scoverò sommersi da vampiri glitterati e ragazzine complessate!

mercoledì 6 febbraio 2013

LIMIT, un bel fanta-thriller

Finalmente ecco la prima recensione di un libro! Come primo soggetto ho optato per questo libro di 1350 pagine dello scrittore tedesco Frank Schatzing. Non avevo mai letto nulla di questo scrittore e devo dire che è stata una piacevole scoperta. 


Limit è un thriller fantascientifico ambientato nel 2025, in un futuro non molto lontano dunque. E' frutto di molte ricerche e studi approfonditi sulle possibili evoluzioni economico-sociali e tecnologiche della nostra società attuale e, dunque, quasi tutto ciò che si vede nel romanzo non è frutto di semplice immaginazione bensì di realistiche previsioni.

La storia segue essenzialmente due protagonisti:
  • Julian Orley, multimiliardario inglese, unico al mondo ad aver costruito un ascensore spaziale. Nonostante sia inglese, collabora al programma spaziale degli Stati Uniti, aiutandoli nel trasporto dell'elio-3, un materiale reperibile sulla Luna, col quale si può generare energia tramite fusione nucleare. Julian Orley ha inoltre costruito un lussuosissimo hotel sulla Luna e, al momento della narrazione, ci sta andando con un gruppo elitario di invitati accuratamente selezionati.
  • Owen Jericho, un detective-informatico inglese trasferitosi a Shanghai. Ha il compito di ritrovare una dissidente cinese scomparsa all'improvviso.
Il romanzo tratta temi che già ora cominciano a diventare scottanti come l'evoluzione politica del rapporto tra Cina e Stati Uniti, e come la crisi energetica per l'esaurimento dei combustibili fossili. La realisticità con cui Schatzing prevede il futuro mi ha ricordato la lungimiranza di Orwell in 1984

Vi citerò alcune scoperte scientifiche che qualcuno leggendo il libro potrebbe credere folli e che invece sono in fase di ricerca o sviluppo.
Scena da The Big Bang Theory, Leonard
 mostra a  Penny un esperimento sull'olografia.
  • Olografia e cristalli di memoria: l'olografia è una tecnologia in fase di sviluppo. Le basi teoriche sono solide ma l'applicazione è ancora oggetto di studio. I cristalli di memoria in particolare sarebbero un'applicazione interessante dell'olografia perché consentirebbero di sfruttare volumi anziché piani (come i DVD, i CD o i più recenti Blu-Ray) per l'immagazzinamento di dati, e avrebbe capacità di molto superiori a questi supporti. Ad esempio, in teoria la tecnologia olografica può memorizzare un singolo bit per un blocco cubico grande quanto la lunghezza d'onda del laser. Per esempio il laser all'Elio-Neon a luce rossa ha una lunghezza d'onda di 632,8 nanometri. Un tale laser potrebbe memorizzare fino a 4 Gigabit per millimetro cubico (0.001/632.8e-9)^3=3.95e9 bit.
    Per quanto riguarda l'olografia in sè, se ne discute molto per una possibile applicazione in giochi, home-video e cinema. Non esiste ancora nulla di concreto in questo campo perché la difficoltà sta nella meccanica del movimento dei Pixel. Ovvero per creare l'immagine in movimento ci dovrebbe essere un sistema microelettromeccanico che muova in continuazione i Pixel per una visualizzazione dinamica. Un articolo interessante è nel seguente link.
  • Elio-3, ebbene sì, esiste. E' un isotopo dell'elio, raro sulla Terra, ma che si ritiene essere più diffuso sulla Luna. L'interesse che si ripone su questo elemento è proprio legato al suo possibile utilizzo nelle centrali a fusione nucleare. Altro link interessante da guardare!
  • L'ascensore spaziale è attualmente oggetto di studi di fattibilità. In soldoni lo si può vedere come un filo teso che arriva fino all'orbita geostazionaria (ovvero l'orbita ad un'altezza tale che i satelliti che la percorrono hanno periodo di rivoluzione uguale a quello di rotazione della terra). Arrivati lì si potrebbe partire con delle navette con una considerevole riduzione nell'utilizzo del carburante perché si potrebbe sfruttare la diminuzione della forza di gravità e la forza centrifuga. E' ovvio che anche qui il problema sta nel trovare un materiale adatto per fare una fune resistente, leggera e lunga 36000Km! Ho trovato questo articolo interessante perché il Giappone sostiene che l'ascensore sia fattibile quando, nel libro, l'Asia cerca in tutti i modi di comprare il brevetto da Orley ed è ancora vincolata ai costosi mezzi terrestri!
File:Schema strutturale ascensore spaziale.png
Schema di un ascensore spaziale.

In definitiva, se non vi scoraggiate davanti a libri grossi come mattoni, con un indice riepilogativo dei personaggi alla fine, con qualche nozione scientifica (per altro spiegata in maniera comprensibile per tutti) e sì, senza le figure, io vi consiglio vivamente di leggere questo libro! ;)

martedì 22 gennaio 2013

Lo Hobbit - Film e libro a confronto




Chi mi conosce sa che non avrei potuto iniziare questo Blog con qualcosa che non fosse di Tolkien o della Rowling (non è vero in effetti...ma lasciamo che la pensino così!).
E' da poco uscito nelle sale il primo capitolo della nuova trilogia di Peter Jackson: Lo Hobbit - Un viaggio Inaspettato e io sento il bisogno di esprimere a qualcuno il mio entusiasmo!

Cosa mi è piaciuto:

  • Il film dura tre ore ma non le si sente! Per una stima può sembrare un parametro ininfluente ma io ritengo che riuscire a vedere un intero film senza che Marco si addormenti sia un buon risultato. A onor del vero la parte iniziale è un po' lenta ma dopo si velocizza e, pur andandolo a vedere tardi, non si rischia di sbavare sulla poltrona del cinema.
  • La colonna sonora di Howard Shore. Non penso che qualcuno abbia qualcosa da ridire se ritengo che Howard Shore sia uno dei migliori compositori contemporanei. Ebbene, la colonna sonore de Lo Hobbit non delude le aspettative. Shore e Jackson hanno deciso di creare una soluzione di continuità tra Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli così in questo film si possono trovare tutti i leitmotiv della trilogia precedente (esempi sono quello della Contea, quello di Moria, di Gran Burrone,...) e si possono gustare tutti quelli della nuova opera. I canti dei nani sono solo una piccola chicca delle new entry e calzano a pennello con i racconti di Tolkien che contengono sempre molti canti e poesie. Nel Signore degli Anelli si potevano sentire molti altri begli esempi, come la canzone di Beren e Luthien cantata da Aragorn nel primo capitolo o la canzone di Pipino nell'ultimo.
  • Lo sforzo di Peter Jackson di coniugare le due opere. Pur essendo Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli due opere dello stesso autore sulla stessa saga, chi le ha lette sa che sono stilisticamente molto diverse. Lo Hobbit è più leggero, non c'è in lui l'epicità del Signore degli Anelli ma non perché la trama non possa essere epica ma perché lo stile è volutamente meno greve, più per bambini. Passare da un libro all'altro (io ho letto prima la trilogia e poi Lo Hobbit, anzi, prima di tutti Il Silmarilion e poi il resto...) è quanto meno spiazzante. Gli elfi per esempio sono completamente diversi ne Lo Hobbit. Pur mantenendo la loro bontà e la loro saggezza, sembrano più gli elfi della mitologia classica, quelli che fanno scherzi e poi si nascondono dietro un albero. Ebbene Peter Jackson è riuscito a far sentire la differenza pur senza creare squarci stilistici tra l'una e l'altra opera. Bravo!
  • Andy Serkis (alias Gollum). Non è facile recitare con la motion capture ma Serkis da sempre prova della sua bravura con questa tecnica. In più, non molti lo sanno, ma per questo film ha anche fatto da regista di seconda unità.
  • Martin Freeman (alias Bilbo giovane). Una bella scoperta per chi non avesse già conosciuto questo attore su Sherlock. E' un Bilbo perfetto, sono molto soddisfatta! E' tanto Baggins quanto Tuc in giusta misura! Tra parentesi lui in Sherlock è Watson mentre a fare Sherlock Holmes è Benedict Cumberbatch che, in questo film, darà voce ed espressioni al drago Smaug.
  • Location e scenografia. Bellissime come per la precedente trilogia. In Nuova Zelanda sono orgogliosissimi di questi film (o dei loro introiti nelle casse statali? Mah!) tanto da aver fatto parchi a tema e da aver dedicato un'enorme statua a Gollum nell'aeroporto di Wellington!






Cosa non mi è piaciuto:

  • Un'altra trilogia. Jackson dice che non l'ha fatto per scopi commerciali...ci credo ma che noia!! Va bene che hai allungato prendendo dall'opera omnia di Tolkien ma insomma...Tre ore del primo capitolo di tre per un libro che leggi in due giorni mi sembra esagerato! Odio dover aspettare anni prima di vedere il seguito! Ma fare una bella opera intera e finita in un film, no?
  • I nani. I nani, pur essendo protagonisti indiscussi del film sono un po' tralasciati. Sfido chiunque a ricordarsi chi è Dwalin, o Oin, o Gloin, o qualsiasi altro nano che non sia Thorin, Fili o Kili. Sono tanti, per carità, ma in tre ore si poteva conoscerli meglio.

Credo di aver finito...altri commenti potrò farli quando avrò il mio DVD da guardare e riguardare. Grazie se avete letto fino a qui!