mercoledì 9 novembre 2016

Visioni e letture a tema ambientale

Era da qualche giorno che vedevo National Geographic e Leonardo DiCaprio esortare con insistenza alla visione di un documentario. Sapevo che Leo era un fervente ambientalista, ma non sapevo fosse stato scelto per l'incarico di Messaggero di Pace sul clima per conto dell'Onu.
Ora io non so perché ci sia scritto che fosse disponibile in streaming gratuito fino a ieri ed io l'abbia visto oggi, ma guardandolo mi sono venute in mente altre cose che ho letto o visto, e quindi ho deciso di scrivere questo piccolo compendio per chi fosse interessato. Visto che è davvero piccolo, ringrazierei chiunque di voi avesse altri consigli da dare.
  • Punto di non ritorno, film di Leonardo DiCaprio, 2016 (apparentemente in streaming gratuito ancora fino a ieri, affrettatevi!)
  • HOME, homeproject, film di Yann Arthus-Bertrand, 2009 (ne avevo già parlato in questo blog: link)
  • WALL•E, film della Pixar, se non l'avete ancora visto, dovete assolutamente rimediare!
  • The Day after Tomorrow, perché magari con un film apocalittico vi sale un po' d'ansia.

Inquinamento luminoso in Europa, dal documentario Punto di non ritorno

Due libri consigliatissimi di Frank Schätzing. L'autore è molto sensibile alle tematiche ambientali e lo fa capire molto bene mescolando alle trame di questi suoi due (fanta-)thriller argomenti molto attuali e decisamente reali. Non si può descrivere a parole la bravura di quest'autore, dovete solo andare in libreria o in biblioteca e provare a leggerlo, per me è stata una bellissima scoperta. È passato parecchio da quando li ho letti, eppure mi tornano sempre in mente.
  • Frank Schätzing, Il quinto giorno,  Editrice Nord, 2005, pp. 1032. Questo romanzo è ambientato ai giorni nostri. Mi è piaciuto moltissimo perché parla soprattutto dell'estrazione di petrolio nel Mare del Nord, dell'impoverimento delle risorse ittiche per la pesca eccessiva e del pericolo relativo al surriscaldamento dell'atmosfera. Pone anche interrogativi davvero interessanti su delle potenziali forme di vita intelligenti oltre all'uomo. 
  • Frank Schätzing, Limit, Editrice Nord, 2010, pp. 1370. Limit è ambientato in un futuro non troppo lontano in cui si è riusciti a sviluppare una tecnologia ideale per arrivare con un "ascensore" fino all'orbita geostazionaria e partire da lì con gli Shuttle per andare sulla Luna a raccogliere Elio-3 per ottenere energia dalla fusione nucleare. Anche qui si parla delle lobby del petrolio. Anche qui, come ne Il quinto giorno, siamo di fronte ad un romanzo corale, con tanti protagonisti, tutti ben caratterizzati. Alla fine non si può non affezionarsi al detective informatico inglese Jericho e alla giovane hacker cinese Yoyo.
Qualche anime:
  • PLANETES, realizzato da Sunrise, prodotto da Yoshitaka Kawaguchi (26 episodi), dall'omonimo manga. I protagonisti di questa storia sono dei raccoglitori di detriti spaziali. L'anime ha dei disegni molto belli, molto particolareggiati, ed è fatto molto bene dal punto di vista della "fattibilità" spaziale. Ora so che qualcuno ricondurrebbe il discorso a Gravity, per la tematica dei rifiuti spaziali, ma quel film non mi è proprio piaciuto, e quindi non lo consiglio. È invece ricollegabile a Limit per la tematica spaziale e dell'Elio-3.
  • Pom Poko, diretto da Isao Takahata, 1994. Questo film parla del repentino processo di urbanizzazione subito dalle campagne nei dintorni di Tokio nei primi anni '90. La storia è raccontata dal punto di vista dei Tanuki, una specie di cane-procione della cultura giapponese, che si vedono sottrarre le loro case su una collina vicino alla città in espansione. Il film è ricco di interessanti riferimenti al folklore e alle leggende giapponesi.
  • Un po' tutti i film di Miyazaki, ma in particolare direi Princess Mononoke e Nausicaä della Valle del vento, rispettivamente del 1997 e del 1984. Il primo parla di come l'industrializzazione corrompa e travolga la natura, il secondo è ambientato in un indefinito futuro in cui la vita cerca di ricomiciare dopo un'era di disastri nucleari.
Infine, visto che siamo qui, vado un po' off-topic e vi propongo una scelta alternativa per l'acquisto di un cellulare: il Fairphone è uno smartphone modulare di fascia media. Costa abbastanza, ma ha il vantaggio di una completa tracciabilità della provenienza dei componenti, e in particolare si ripropone di non usare minerali provenienti dalle zone di conflitto e di sfruttamento del lavoro. Cerca di usare il più possibile materiali riciclati e/o riciclabili. Articolo di Wired sul Fairphone 2.

Obiettivi di Fairphone.

mercoledì 30 marzo 2016

The Railway Man (Le due vie del destino)


The Railway Man è un film del 2013 diretto da Jonathan Teplitzky, basato sull'omonima autobiografia di Eric Lomax. Lo consiglio vivamente.


TRAMA

Durante la Seconda Guerra mondiale, Eric Lomax (Colin Firth/Jeremy Irvine) era un tecnico dell'esercito britannico in Asia. Non molti sanno che in seguito alla ritirata della Gran Bretagna, molti soldati furono fatti prigionieri e usati dai Giapponesi come forza lavoro per la costruzione di una ferrovia che collegasse la Birmania con la Thailandia (meglio conosciuta come The Death Railway). Eric Lomax fu uno di quelli.
Dopo anni di torture, sfruttamento, fame e dolore, al termine della guerra, Eric tornò a casa, ad Edimburgo. Da sempre appassionato di treni, si aggrappò come poteva al ritorno alla quotidianità, fino a quando conobbe e si innamorò di Patti. I fantasmi del passato non consentirono però alla coppia di avere un rapporto sereno e il fragile equilibrio si spezzò definitivamente quando Eric scoprì che il suo torturatore era ancora vivo e lavorava in Thailandia.


PERCHÉ LO CONSIGLIO

Ora devo fare qualche spoiler ma, essendo un film storico e un'autobiografia, in realtà non credo di rovinare la visione a nessuno. 
Ho visto questo film il giorno dopo l'attentato in Pakistan in cui un ragazzo si è fatto esplodere in un parco giochi uccidendo circa 70 persone, per lo più mamme e una trentina di bambini.
L'attuale situazione nel mondo, le continue notizie di questo tipo, la crudeltà, la brutalità e la disumanità delle persone, dalle azioni più piccole alle più catastrofiche, mi fanno provare un immenso sconforto. 
Questa storia è una piccola luce.
Non so se ve ne siete resi conto, ma la generazione della guerra mondiale sta finendo. Gli ultimi testimoni degli orrori e della devastazione del secondo conflitto mondiale ci stanno lasciando. Le nuove generazioni non avranno più dei nonni che possano raccontare della fame, delle mine nei giocattoli, della povertà, della paura, dei treni, delle sparizioni, dei campi di concentramento. 
Si dice sempre che dalla storia si impara, ma sappiamo tutti che non è così. Sappiamo tutti che gli uomini commettono e ricommettono in continuazione gli stessi errori. Non si può conoscere una cosa se non la si è vissuta. È vero, ma possiamo avvicinarci il più possibile. Raccogliere queste testimonianze e divulgarle è l'unico modo per imparare qualcosa dal passato. Magari saranno sensazioni sbiadite, sicuramente saranno appannaggi di sentimenti realmente vissuti, ma se noi siamo abbastanza ricettivi, allora una storia così forte, in un momento così delicato, non ci lascerà indifferenti.
Takashi Nagase, il torturatore di Eric Lomax, chiese scusa. Takashi aveva continuato a vivere nel rimpianto e nella colpa, portando il peso delle scelte del passato ed Eric Lomax, vedendo quel rimpianto, lo perdonò.
È facile da scrivere così "lo perdonò", ma non molti di noi sarebbero capaci di fare altrettanto. Non molti sono in grado di guardare oltre al proprio dolore, oltre alla propria rabbia e al proprio orgoglio e passare avanti. Non dimenticare, ma accettare, senza cadere nella trappola, senza soffocare la propria vita nell'odio.
Una storia bella, vera e attuale, da guardare o leggere, e sulla quale dovremmo riflettere tutti. 

Concludo con una foto di Eric Lomax e Takashi Nagase dopo 50 anni, e con il pensiero del marito di una delle vittime di Parigi del Novembre 2015, "Vous n'aurez pas ma haine".




“Non avrete il mio odio”
Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo, voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. 
Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa.
L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. 
Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo bimbo vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio.
Antoine Leiris


Per chi fosse interessato alla Ferrovia della morte, argomento sicuramente poco conosciuto, ecco alcuni link che ho consultato:
Film: Il ponte sul fiume Kwai
Articolo La Repubblica: Link Repubblica.it
Wikipedia: Link Wiki 

domenica 15 novembre 2015

Pensieri sulla vita e sull'informazione

Oggi è il 15 Novembre 2015. Due giorni fa a Parigi ci sono stati degli attacchi terroristici che hanno scosso molto l'opinione pubblica della nostra parte del mondo.
Vorrei riflettere e sistemare alcuni miei pensieri al riguardo, ma prima devo fare qualche premessa. Tanto per cominciare non sarò organizzata nell'esposizione, ma chissenefrega, è il mio blog e non lo legge nessuno. Poi vorrei informare gli sfortunati lettori che io sono una capra. Si, io sono una capra, perché io mi informo il minimo indispensabile. Non leggo giornali, non guardo la tv, non ascolto la radio. Le mie fonti d'informazione sono i post di qualche giornale su Facebook e i post dei miei amici-su-Facebook che, essendo molto più bravi di me, si informano e sentono di voler condividere qualche notizia sui social network.
Ovviamente quanto è successo mi ha sconvolta. Pensare che si possa morire così, pensare che si possa perdere qualcuno che si ama così, per una guerra che non è la mia, per un odio che non è il mio, è devastante. 
Qualcuno dice che se uno è francese e la Francia ha deciso di appoggiare le azioni militari in Siria, allora quel qualcuno è colpevole. Qualcuno dice che un popolo è il suo governo. 
Sono una cittadina maggiorenne e vaccinata, e mai nessuno di quelli che ho votato hanno vinto. Non c'è problema, non è che mi importi tanto! Non è che mi piacessero più di tanto quelli che ho votato. Sono cresciuta con mio padre che mi diceva: "Vota il male minore". Direi che questa frase inquadra bene la situazione. 
Sono una capra perché io quasi quasi a votare non ci vado più. Mi ricordo i tizi di Lotta Comunista davanti alla scuola e poi, SEMPRE GLI STESSI, davanti all'università, che ti fanno sentire una merda perché non ti interessi e non vai alle assemblee. Ma tu sei lì che provi a gestire università, amici, famiglia, passioni che richiedono tempo, amori e gatti, cercando di non rantolare dopo un primo piano di scale, perché sei così impegnata da non avere tempo per pensare al corpo (anche se sai che mens sana in corpore sano) che, insomma, il tempo per 'ste assemblee con gente di dubbia simpatia non ce l'hai. Mi sono messa ufficialmente il cuore in pace quando ho avuto un po' di tempo per stare lì ad ascoltare sto tizio di Lotta Comunista, che quand'ero piccola era davanti alla mia scuola, e quando sono diventata grande SEMPRE LUI era davanti alla mia Università. Il tizio mi comincia a dire che gli operai sono sfruttati, mi dice che devono insorgere, che l'unico modo è la rivoluzione, che l'unico sistema sono le armi. Gli chiedo ma lui che cacchio fa nella vita e mi dice che non sono affari miei. 
Mi sono messa il cuore in pace per due ragioni:
  • perché io prima ero una filo-sinistrorsa ma ho capito che i politici, di qualsiasi fazione essi siano, parlano di cose che non conoscono;
  • perché  ho capito che gli estremismi di destra e di sinistra, di su e di giù, di Dio o di Allah non fanno per me.
Insomma, per fare un nome a caso: Renzi lo sa come si vive con 1000€ al mese? I politici hanno una vaga idea di cosa voglia dire non avere abbastanza soldi per prendere qualsiasi cosa gli passi per la testa? Sanno cosa vuol dire pagare l'affitto per una vita per poi restare senza niente? Sanno che uno che fa un mutuo perché non ha 100.000€ da cagare sull'unghia, dopo trent'anni avrà pagato quella casa il doppio? Sanno che comunque per avere un mutuo servono requisiti difficili da raggiungere al giorno d'oggi e che se non ti compri niente vai in affitto per una vita e poi rimani con nulla? E infine, hanno visto almeno uno dei miliardi di adattamenti di Spiderman per capire che da grandi poteri derivano grandi responsabilità e non solo soldi e benefici??? Sinceramente non credo.
Insomma io vivo qui, in uno stato che non credo mi rappresenti, in un sistema che non mi sta a genio, cercando il mio posto. 
Potrei fare qualcosa. Potrei dire al mio professore che è uno stronzo, potrei dire al mio sindaco che è un coglione, porca vacca, potrei dire anche alla Merkel che è una pigna in culo ma non servirebbe a niente. Questo è il peso delle mie parole.
Mi ricordo quando manifestavo per la Pace. Mi ricordo che eravamo tanti ed eravamo uniti. E poi mi ricordo che purtroppo c'erano anche gli arrabbiati, i casinisti, i distruttori. Mi ricordo che al telegiornale non parlarono della folla pacifica, mi ricordo che parlarono dei danni. Mi ricordo che man mano che si andava avanti col giornale c'erano sempre meno partecipanti alla mia manifestazione, e alla fine non avevo partecipato a nulla. Questo è il peso delle mie azioni.
Ho ripensato a questi fatti perché poco fa ho visto cinque minuti di un dibattito su RaiUno (il programma era L'Arena) sui fatti del 13 Novembre a Parigi. Giletti diceva al rappresentante islamico del dibattito che i musulmani dovevano dimostrare in maniera molto più forte di essere staccati dagli estremisti. Questo rappresentante diceva che loro hanno già detto e ripetuto di rifiutare le ideologie degli estremisti e che loro provano e provano a dire che non c'entrano, che sono contrari e che non approvano, ma che non hanno voce, e non hanno risonanza. Poi un tizio in teleconferenza ha cominciato a parlare del predicatore arrestato per aver reclutato per l'Isis. Ha cominciato ad accusare il rappresentante in trasmissione del fatto che tra di loro non si denunciano. Ha cominciato a dire "se il mio collega è un terrorista io lo denuncio! Voi non li denunciate i terroristi tra di voi!". E insomma la trasmissione stava andando avanti così, con uno che provava a rispondere ma non riusciva a finire di parlare perché gli parlavano sopra, e gli altri che non volevano ascoltare. Ho spento la TV.
"Se il mio collega è un terrorista io lo denuncio! Voi non li denunciate i terroristi tra di voi!"...disse quello del paese della mafia.
Odio e intolleranza sono forti qui in Italia, e la stampa e i media non aiutano. E io non riesco più a tollerare quelli che non riescono a fare un'operazione elementare come distinguere un individuo da una massa.
Non voglio difendere chi ha così poco amore per sé stesso e per gli altri da andare in giro a sparare su una massa inerme per poi farsi esplodere. Voglio dire che il modo di combatterli è essere diversi da loro. Non parlo di essere diversi per colore della pelle o per ideologie religiose, io dico che bisognerebbe esserne diversi per mentalità. La loro mentalità è quella di pensare che se la Francia attacca un paese allora tutti i francesi sono colpevoli, quindi, caro mio, se pensi che tutti quelli che appartengono a una religione siano uguali a quei pochi di loro che vanno in giro a sparare su una massa inerme, sei una merda tale e quale a loro. Vuol dire che sei così stupido da non vedere la differenza tra un padre che cerca di dare una vita migliore a suo figlio e un idiota che prende un fucile e spara su qualcuno. Vuol dire che sei così stupido da fidarti ciecamente di qualsiasi cazzata ti dica uno stronzo qualsiasi che si ritenga più importante di te. Vuol dire che non ti ricordi un cazzo della storia del tuo paese. Vuol dire che se credi in Dio, allora Dio ti ha dato un cervello per il cazzo, se credi in Allah allora Allah ti ha dato un cervello per il cazzo, e se non credi in niente allora tua mamma faceva meglio a tenerle chiuse quella volta. Comunque ormai sei a questo mondo, a sparare a caso su gente che non conosci. Cosa vuoi farci? Il mondo è così, e sempre così sarà.

venerdì 21 agosto 2015

True Detective

Di questa serie esistono attualmente due stagioni, non legate tra di loro. Il riassunto è che la prima stagione mi è piaciuta moltissimo, e la seconda stagione non mi ha convinta per niente. Se volete il commento esteso, sappiate che qui sotto CI SONO MOLTI SPOILER NELLA DESCRIZIONE DELLA SECONDA SERIE.


PRIMA STAGIONE


Ho ADORATO questo telefilm. Ammetto che inizialmente è un po' lento, e forse il pilot per alcuni non risulta poi così avvincente, ma poi si va avanti tutto d'un fiato. 
La linea narrativa si sviluppa tra due momenti differenti: il passato e il presente (circa 17 anni dopo). Poco a poco, pezzo per pezzo, si ricostruisce il legame che c'è tra i due detective Rust Cohle e Marty Hart. I due protagonisti sono rispettivamente gli attori Matthew McConaughey e Woody Harrelson che costruiscono magistralmente i loro personaggi. Marty è un uomo normale ("io ero un tipo normale con un cazzo enorme"), detective e padre di famiglia. Rust è un uomo eccentrico, estremamente intelligente ma malinconico, la sua bambina è morta giovane e il suo matrimonio è fallito.
Sin dall'inizio sappiamo che qualcosa non è andata per il verso giusto con il loro caso del campo di canna da zucchero, perché sappiamo che 17 anni dopo i due detective vengono interrogati proprio su quei fatti. Marty sembra abbastanza invariato nel tempo, ha un aspetto curato, solo qualche inevitabile capello in meno. Su Rust invece gli anni sono passati lasciando tracce pesanti. È trasandato, trascurato, alcolizzato e fuma molto.
Così, la prima stagione di True Detective passa tesa e malinconica tra i desolati paesaggi della Louisiana, dipanando la matassa sul caso insieme a due protagonisti giganteschi.
È una delle serie più belle degli ultimi anni e ne consiglio vivamente la visione.


SECONDA STAGIONE


La seconda stagione PER ME ha molti punti deboli, i principali sono:
  • Ha troppi protagonisti con troppi problemi troppo grandi. Analizziamo i protagonisti e i problemi che scopriamo a poco a poco nella serie, cominciando dai tre detective:
    Paul Woodrugh (Taylor Kitsch) all'inizio sembra avere solo qualche piccolo problema in orario di lavoro con le bionde ben disposte, motivo per cui, essendo un poliziotto, viene sospeso. Poi scopriamo che prende pilloline blu per stare con la sua ragazza, che ha mezzo corpo ustionato, che ha istinti suicidi. Scopriamo che è un reduce di guerra (ma la cicatrice è di prima), ma che non è SOLO un reduce di guerra, è reduce da un'operazione militare super top-secret piena di massacri e cose segrete che non scopriremo mai. Infine è gay. Ovviamente non prende la cosa con filosofia, anzi, sopprime la sua natura e ha un brutto rapporto con la sua ragazza che però OPS! Rimane incinta. Infine la madre è una nullafacente, anzi, probabilmente una prostituta che l'ha avuto per sbaglio e poi gli fa fuori tutti i soldi che lui aveva guadagnato in guerra e che molto saggiamente aveva lasciato nella roulotte della madre con la quale ha un rapporto non troppo cristallino.
    Ray Velcoro (Colin Farrell). Sua moglie è stata stuprata. Dopo lo stupro è rimasta incinta per cui non si sa di chi sia il figlio (che per altro non assomiglia neanche un po' né a lui né a lei). Riceve una soffiata sulla possibile identità dello stupratore, lo trova e lo uccide. Diventa una persona cattiva e un poliziotto corrotto. Si lascia con la moglie che presenta richiesta in tribunale perché Ray non veda più il bambino. Diventa violento, drogato e alcolizzato e poi scopre pure che il tizio che ha ucciso non era il tizio giusto.
    Ani Bezzerides (Rachel McAdams) ha sin da subito qualche problema relazionale col sesso opposto. Poi scopriamo che la sorella fa filmini porno su internet e che prima era stata in un centro di recupero per drogati. Avanzando con la storia scopriamo che il detective Bezzerides è cresciuta in una comunità hippy, che non ha un buon rapporto col padre (perché è un hippy), e che la madre si è suicidata. Ha contratto debiti di gioco, e beve abbastanza. Infine, da piccola è stata rapita e presumibilmente stuprata per quattro giorni in un bosco.
    Ora veniamo al gangster protagonista:
    Frank Semyon (Vince Vaughn) onestamente è il personaggio più insulso della serie (mentre la moglie Jordan (Kelly Reilly), a mio avviso, è strepitosa!). Vince Vaughn è così poco convincente e ingessato in questo personaggio, che mi veniva da mandare avanti ogni volta che c'era lui. Ogni tanto racconta storielle patetiche sulla sua infanzia infelice con un padre alcolizzato. È uno di quei mafiosi fastidiosi del cazzo che continuano a infarcire tutto della loro morale, insegnamenti e "virtù". Comunque...Frank perde tutto alla morte del suo socio in affari, omicidio che aprirà tutto il caso della serie e che coinvolgerà politici corrotti fino al collo, diamanti e giri di prostituzione.
  • Non c'è un reale legame tra i protagonisti. Insomma, io non lo vedo. Il legame che si crea poi tra alcuni di loro è una forzatura della sceneggiatura, senza particolari agganci reali. L'unico legame che posso capire è quello tra Velcoro e Frank, ma tra gli altri si vedono davvero pochi istanti di complicità. A dire il vero, anche il motivo per cui alla fine i detective vengono coinvolti TUTTI E TRE nel caso sembra una di quelle forzature alla "Dungeon Master che si arrabatta per riuscire a far avanzare nella stessa campagna un elfo paladino e un nano barbaro". Insomma volevano un sacco di personaggi e li hanno ottenuti truccando un po' le carte.
  • So che può sembrare ridicolo, ma in confronto ai paesaggi decadenti e all'ambientazione della Louisiana della prima stagione, questa parte squallida della California a me non ha lasciato niente.
  • Infine, il caso in se è più debole e confusionario.
Concludo col mio commento a caldo dell'ultimo episodio:


C'è a chi questa stagione è piaciuta. Io ne sono rimasta delusa, ma rimango innamorata della prima.

venerdì 17 luglio 2015

Due pensieri in croce sull'immigrazione

Vorrei esprimere due pensieri in croce per quanto sta avvenendo in Italia e in particolare per quanto è avvenuto a Quinto di Treviso recentemente...o in generale per quello che succede nel mondo sempre insomma!
Da anni, da sempre anzi, ho avuto a che fare con persone "razziste". Lo sono molti miei amici e alcuni miei parenti. Se capita il discorso a tavola ne discutiamo e ci litighiamo, ma sono tutte persone che brontolano un sacco e si lamentano e offendono l'aria. Sono sicura (anzi, lo so) che se presentassi un mio amico immigrato, e se questo fosse una persona cordiale e civile, non avrebbero alcun problema ad accoglierlo.
Le loro lamentele sono frutto di una mentalità non italiana, né di alcuna razza, religione o area di appartenenza, ma semplicemente umana. Agli uomini SERVE un capro espiatorio. Agli uomini SERVE un perché. 
Questo ingrediente di base, mescolato ad una perenne incompetenza degli enti, a questo punto, in-competenti in materia, ad una generale insoddisfazione e ad una stampa sulla quale non mi esprimerò in questa sede, crea molto efficacemente IL CAPRO in questione. Per la precisione, anzi, I CAPRI. I capri sono persone che cercano disperatamente di andarsene dai loro paesi, dove dilagano fame, guerra e chi più ne ha più ne metta.
Detto ciò i capri sono persone. I veneti sono persone. Gli italiani sono persone. Siamo tutte persone e siamo tutti in egual misura marci e buoni. In più questo è il Mondo quindi se fai qualcosa di buono fregacazzo a nessuno, ma se fai cazzate sei sicuro di diventare la star del momento. Quindi SI, GLI IMMIGRATI NON SONO TUTTI SANTI, ma non in proporzione diversa da noi. Magari noi ci siamo raffinati un po' di più sulla delinquenza psicologica, mentre loro mantengono ancora più primitiva barbarie, ma io non vedo la differenza sul risultato ultimo.
Insomma a Quinto, da quel che mi sembra di capire, un giorno passeggiavi tranquillo per il tuo condominio e il giorno dopo c'erano un centinaio di persone in più, con abitudini diverse, lingue diverse e sicuramente una situazione di vita diversa.
Diciamocelo, non è carino. Scoccerebbe anche a me!
Gli enti incompetenti hanno deciso di non avvertire nessuno prima per non fare clamore!
Se la pubblica amministrazione cominciasse a capire che i suoi cittadini andrebbero consultati nelle scelte, che ci vuole UN MODO per proporre le cose alla gente, MAGARI riceverebbero un po' di aiuto. Magari arriverebbero a un compromesso. Magari capirebbero che mettere 100 persone nuove in un posto, così, all'improvviso, non è l'ideale quando si vuole evitare la ghettizzazione e si vorrebbe (dovrebbe) favorire l'integrazione.

Dopo essere stata, come di consueto, un po' prolissa (ma mi sono trattenuta tantissimo, lo giuro! D'altronde mica sto parlando di paperelle per il bagnetto in vasca no??), concludo con un ricordo di letteratura latina del liceo che all'epoca mi colpì molto per la sua attualità. Non farò la figa mettendo il testo in latino perché io per prima non sono mai stata una cima nelle traduzioni, quindi copiaincollerò spudoratamente da qualche sito! XD

Intorno al I-II sec. d.C., Giovenale, nella sua Satira 3, si lamentava dei "Graeculi" che arrivavano a Roma rubando lavoro e donne, portando usanze diverse, etc.

"Una Roma ingrecata non posso soffrirla,
Quiriti; ma quanto vi sia di acheo in questa feccia
bisogna chiederselo. Ormai da tempo
l'Oronte di Siria sfocia nel Tevere
e con sé rovescia idiomi, costumi,
flautisti, arpe oblique, tamburelli esotici
e le sue ragazze costrette a battere nel circo.
Sotto voi! se vi piace una puttana forestiera
con la mitra tutta a colori!
(...)
Intelligenza fulminea, audacia sfrontata,
parola pronta e piú torrenziale di Iseo,
eccoli: chi credi che siano?
Dentro di sé ognuno porta un uomo multiforme:
grammatico, retore, pittore e geometra,
massaggiatore, augure, funambolo,
medico e mago, tutto sa fare un greco che ha fame:
volerebbe in cielo, se glielo comandassi."

2000 anni! Cosa pensate? Che perché abbiamo tracciato delle barriere virtuali la migrazione tra le nazioni nel mondo cesserà per sempre? Noi SIAMO il frutto dello smistamento di tanti popoli! La ricchezza della nostra cultura arriva dai tanti e tanti cambiamenti che ci sono stati in questi secoli...che a Giovenale piaccia o no.

martedì 3 febbraio 2015

VOLAGRATIS

Buongiorno buongiorno! È tanto che non scrivo qualcosa e quindi...perché no? Parliamo della mia avventura giornaliera!




COS'È?

Un motore di ricerca per occasioni sui voli.



PERCHÉ MI PIACE(VA)?

Perché l'ho usato per andare a Praga e ho trovato un volo stracciatissimo. Ha un ottimo sistema per trovare le combinazioni dei voli che costano meno, un ottimo cercaprezzi insomma. Fornisce molte soluzioni facendo anche vedere la durata del viaggio e creando una simpatica matricetta delle combinazioni andata ritorno, come questa:


Vedete che bella? Ad esempio qui ho messo Treviso-Dublino...66€ A/R wow! Il mio per il Portogallo era 42€.


COSA È SUCCESSO OGGI?

Oggi ho prenotato il mio volo che molto correttamente è rimasto fisso a 42€ per tutto il tempo della prenotazione (stando bene attenti a sottolineare che non si vogliono assicurazioni, non si porteranno bagagli extra, bambini, cani, gatti, non si vogliono posti prefissati, né una macchina a noleggio, né un albergo, etc). Ecco. Pago. E mi arriva questa email di riepilogo molto bella...l'ultima noticina in basso però riporta:


OK
.
..
...
....
....
......

Lo so cosa state pensando: che sono stupida...è vero, ammettiamolo! Però indubbiamente ho controllato e ricontrollato il totale e diceva sempre la stessa cifra. 
Vabbé poi cercando in rete ho trovato che non sono l'unica ovviamente ad aver subito questo scherzetto da parte di questo sito. Quindi è vero, sono un po' stupida perché, avendo già usato questo sito in passato, mi sono fidata senza fare i controlli sul feedback che normalmente faccio per OGNI COSA. 



QUAL'È IL TRICK?

Poi cercando una spiegazione ho scoperto questa cosa che condividerò con voi perché facciate dei vostri soldi un uso migliore di quello che io ho fatto coi miei.
Di default non c'è niente ma loro, considerando il miglior prezzo, evidentemente mettono il circuito con il quale hanno convenzioni. Ve lo mostro con dei fantastici effetti speciali di Paint!




Questa cosa adesso è in alto nella pagina, quando l'ho fatto io era in basso e, essendo che i voli più economici sono in alto, non credo che nessuno se la filasse molto. Inoltre se si è dei candidi, beati e fiduciosi utenti come me, non viene esattamente in mente che la scelta del circuito di pagamento possa influire sul prezzo.

Fatto sta che insomma si va a pagare, si mette il metodo di pagamento e non è che compaia scritto da qualche parte che il prezzo pattuito (che non è vicino/visibile/evidenziato) è cambiato perché si ha un circuito diverso.

Vabbé, tutto sommato non ho pagato tanto per un volo, quindi PAZIENZA! Inoltre pare che la procedura per la recessione sia di quelle iperlunghe, noiose e tediose, che coinvolgono centralini a pagamento elevato al secondo e email di risposta automatica senza interfaccia umana...quindi ciccia. Però insomma...sono cose che non piacciono proprio quando si è studenti, si ha voglia di scappare un po' ma iper-low-cost, si è stressati per la sessione di esami e si è da poco iniziato a studiare tedesco.
In più quando si fa ingegneria si tende a sentirsi un po' più audaci della media (siamo un po' boriosi diciamolo...un po' sotuttini) e quindi questo epic fail in truffe di ordinaria amministrazione sminuisce un po' il proprio ingegneramente-smisurato-ego. Comunque sono una donna, e quindi ho ancora una buona scusante. No?!?  -_-'



COSA AVREI DOVUTO FARE?

Un po' avvilita dalla mia sciocchitudine vi dico cosa avrei dovuto fare e in effetti cosa consiglio a chi, come me, è un po' sciocchino. (Lo so che voi lo sapevate già tutti ma qualche sventurato in giro rimane sempre no?)
  1. Cercare la combinazione su volagratis (o dove vi trovate meglio);
  2. Andare sul sito della specifica compagnia aerea, immettere le date trovate su volagratis, verificare che il prezzo sia circa come quello trovato in precedenza e comprare direttamente dalla compagnia.


LA MORALE

La morale ragazzuoli è che non si finisce mai di imparare come non essere fregati a questo mondo. Andate (e prenotate voli "low-cost") in pace. AMEN. ;*

sabato 4 ottobre 2014

Eva e Stoker


Chi conosce questi due film potrebbe domandarsi come mai li sto mettendo nello stesso post. In realtà è perché li ho visti insieme, la stessa sera. In più mi piace fare confronti, quindi...perché no?


LE TRAME

Eva
Eva è ambientato in un futuro non troppo lontano in cui la robotica è molto sviluppata. Alex è un ingegnere cibernetico molto dotato che, dopo 10 anni di assenza, si reca nuovamente alla sua città natale. Il lavoro che gli viene offerto è quello di concludere il suo progetto incompiuto di realizzazione di un robot bambino. Alla ricerca dunque di un modello di riferimento, conosce Eva, una bambina intelligente e carismatica di circa 10 anni, che scopre essere figlia del fratello e della sua ex ragazza e collega della facoltà di robotica.

Stoker
India Stoker è un'adolescente introversa e solitaria. Alla morte del padre, al quale India era molto affezionata, la ragazza si ritrova a casa con la madre e il fratello del padre, lo zio che non sapeva di avere. A poco a poco si svela la natura dei personaggi e la verità sulla morte del padre di India viene a galla.



IMPRESSIONI E SPUNTI DI RIFLESSIONE

Quello che mi è piaciuto della visione di questi due film è che, pur essendo due film completamente diversi, e seppur scelti totalmente a caso, presentano delle simpatiche analogie.
In primo luogo, entrambi i film iniziano con un flash-forward e tutto il film è il dipanarsi della matassa che porta al chiarimento di questa prima scena.
In secondo luogo, entrambe le storie girano principalmente intorno alla stessa formazione familiare: due fratelli, una donna e una figlia del tutto speciale.
Boh...pensatela come volete ma per me è molto figo scegliere due film a caso e trovare delle similitudini del genere...:) Tornando seri, è incredibile che a partire da basi così simili si possano sviluppare due lavori così diversi! Ora, ecco le cose che ho trovato interessanti in questi due film.

Eva
Eva è stata una piacevole sorpresa nel panorama della fantascienza moderna. Come molti altri buoni film di fantascienza, gli effetti speciali sono minimi. Ciò nonostante, il lavoro fatto è encomiabile e sono state create davvero delle raffinate animazioni dei robot o delle immagini olografiche dei computer del futuro.
Il film parte dalle intelligenze artificiali, sviluppando in seguito tematiche molto più profonde legate alla ricerca della natura dell'umanità. Nell'ipotetico futuro di Eva gli uomini sono riusciti a creare robot con intelligenze artificiali sempre più avanzate. Come sempre però, l'uomo ha manie di controllo su tutto e vengono posti dei freni all'autonomia di pensiero dei robot. Alex (il bravo Daniel Brühl) ha un gatto robot senza condizionamenti comportamentali, l'ha creato facendo in modo che agisse e si comportasse realmente come un gatto. La bellezza del suo personaggio sta proprio nel fatto che lui è davvero alla ricerca delle basi della natura umana, della diversità più che dell'uniformità, della particolarità che rende ciascuno di noi un individuo unico e inimitabile. Si riprendono insomma temi classici della fantascienza da Asimov a Blade Runner, a Battlestar GalacticaCybenellaAraleSuper Vicky e chi più ne ha più ne metta. Eva sviluppa queste tematiche  con leggerezza, a tinte seppia. La tendenza umana all'uniformazione, la tecnologia e l'elevazione a divinità, la paura di perdere il controllo delle proprie creazioni, la diversità.
Splendido film, assolutamente consigliato. Guardalo e poi dimmi...cosa vedi quando chiudi gli occhi? 


Stoker
Passare da Eva, dolce amaro a tinte calde, a Stoker, horror/thriller psicologico a colori freddi, è stato un po' un trauma. Inquietante e ansiogeno, Stoker parla dei "cacciatori", gli esemplari come Dexter insomma. Credo che anche il nome si riferisca a Bram Stoker, e ai cacciatori per eccellenza, i vampiri. Non è esattamente il mio genere ma complessivamente mi è piaciuto. Stoker vanta una splendida regia di Park Chan-wook e degli ottimi protagonisti (Mia Wasikowska, Nicole Kidman e Matthew Goode), e buone musiche e fotografia. La storia è solida e i protagonisti sono molto ben caratterizzati. India è una ragazza non convenzionale, poco stimolata dagli interessi comuni degli adolescenti, acuta e attenta, osserva il mondo in freddo silenzio e comincia percepire e ad interagire con i suoi desideri. Una specie di racconto di formazione insomma, un insolito modo di vedere l'evolversi dell'adolescenza in una famiglia disfunzionale. È un horror classico, hitchcockiano, consigliato dunque se vi piace il genere.

martedì 16 settembre 2014

Le mie stellette del 2014 2.0

Ed eccoci qui! Alla fine torno alle origini scrivendo semplicemente le mie opinioni e tralasciando di riportare anche i dati su durata, genere, provenienza, etc. Questo perché fondamentalmente non ho molto tempo. Quest'estate pensavo di riuscire a scrivere un po', pensavo di riuscire a vedere più film, di leggere più libri, di dedicare un po' di tempo al blog...invece Luglio e Agosto non hanno fatto altro che inghiottirsi ore su ore del mio tempo e alla fine siamo a Settembre, con esami in vista e inizio dei corsi alle porte. Dunque ecco qui gli ultimi film visti, rigorosamente in ordine alfabetico, e le mie impressioni!


2001: Odissea nello spazio ****
Ebbene si, non avevo ancora visto 2001: Odissea nello spazio. Ora l'ho visto...e mi è piaciuto! A proposito di questo film, Kubrick disse che non voleva assegnargli un significato univoco, volendo invece che ognuno fosse libero di interpretarlo a modo proprio. Indubbiamente è uno dei primi film a far riflettere sul rapporto tra umanità e tecnologia. In particolare io ho sentito il tema dell'umanità nel senso della ricerca della sua natura intrinseca: curiosità, controllo e superiorità su tutto e su tutti, superamento dei limiti, creatività.
Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, Kubrick fece un lavoro encomiabile nella riproduzione degli ambienti spaziali. L'assenza di gravità è stata riprodotta fedelmente, così come la possibile ricreazione della stessa tramite stazioni anulari in rotazione. Il lavoro e gli effetti speciali sono apprezzabili ancora adesso, 46 anni dopo, anche dopo tutti i film di fantascienza fatti con le più recenti tecnologie.
Ho infine apprezzato 2001 come esperienza visiva e sonora. A volte ci si dimentica che il cinema è questo, è un'arte visiva e sonora. Spesso ci si scorda che alla proiezione de L'arrivée d'un train en gare de La Ciotat la gente trasalì sulla sedia pensando che il treno uscisse dallo schermo, o ci si dimentica dell'innovazione che portò l'introduzione del sonoro alla visione cinematografica. A me 2001: Odissea nello spazio ha trasmesso ANSIA. Direi anche ansia claustrofobica. La sensazione mi è stata data principalmente dalla dilatazione dei tempi, dalla lentezza dei movimenti a gravità zero, dalle interminabili serie di respiri profondi all'interno dei caschi spaziali, dalle geometrie regolari e dai colori prevalenti: bianco e nero. Di sicuro Sul bel Danubio blu non sarà mai più lo stesso...




La Grande Bellezza (?)
Questa è la seconda versione della mia opinione a proposito di questo film. La prima era un po' troppo cattiva...perché boh...perché avevo la giornata così! Voglio provare ad essere un po' più imparziale. È un film fatto molto bene e l'interpretazione di Toni Servillo è rimarchevole, e mi è piaciuto molto anche Verdone. Il film si concentra sull'osservazione di una piccola fetta di società ricco/aristocratica della Roma dei giorni nostri. In particolare fa affiorare alcuni aspetti come l'ipocrisia, la vanità e la vacuità del tipo di vita condotta dai protagonisti di questa "storia senza storia". Mi ritengo una persona abbastanza sensibile e quindi non mi vergogno a dire che, al termine di questo film, provavo addirittura un po' di pena per la miseria della vita di questi individui (merito soprattutto dello sguardo malinconico del protagonista immagino). In ogni caso, come si suol dire, se la fanno e se la godono perché, a ben pensarci, l'origine della loro miseria proviene proprio da loro stessi e dalla loro pigrizia mentale.
Detto ciò...si, ci sono un sacco di spunti carini in mezzo...ma a me pare in generale che La Grande Bellezza si autocompiaccia un po' troppo, incartandosi un po' in sofismi, citazioni e metafore che compromettono la solidità del tutto.
In definitiva: CARINO, può essere un buono spunto di conversazione, ma non smanio di vederlo una seconda volta. :)

Il KINDLE PAPERWHITE e la mia esperienza di lettura elettronica


A Natale mi è stato regalato il Kindle Paperwhite, l’ebook reader touch marchiato Amazon. Visto che lo sto usando da più di qualche mese, vi posso dare le mie impressioni su questo prodotto.

L’EBOOK READER NON È UN TABLET

Una piccola precisazione prima di continuare: un eReader non è un tablet. Questo lo dico perché trovo molte persone stupite davanti allo schermo di un ebook reader. Se avete occasione di vederne uno in esposizione in qualche libreria o negozio, vi potrete facilmente accorgere che lo schermo è completamente diverso. Un tablet ha uno schermo LCD ed è generalmente un piccolo computer portatile. Un eReader è una cosa totalmente diversa e la sua funzione primaria è appunto LA LETTURA.
Nel dispositivo è installato un browser ma io, ad esempio, non l’ho mai usato. Questo fondamentalmente perché se ho la possibilità di andare in internet, è perché sono a casa col WiFi, e quindi ho quasi sicuramente il PC acceso e, se proprio devo cercare qualcosa, lo faccio da lì. In ogni caso l’ho provato e va bene.
La tecnologia che sta dietro allo schermo di un ebook reader (inchiostro elettronico) è completamente differente e consente di visualizzare lo schermo del dispositivo proprio come se fosse una pagina stampata. In effetti, è una cosa davvero stupefacente, che consente di non affaticare gli occhi come quando si usano invece degli LCD.
Quando avevo cominciato ad informarmi per un eReader ero un po’ infastidita nel trovare indifferentemente tablet ed ebook reader misti, pur svolgendo la ricerca solo con ”ebook reader/eReader”. È un po’ come se, cercando un lettore Mp3, il motore di ricerca ci fornisse anche tutta la gamma di Smartphone in commercio.
In sostanza, giusto per ribadire il concetto, se volete un ebook reader per le molte comodità che vi illustrerò a breve rispetto ad un normale libro, va bene. Se invece state cercando qualcosa con cui giochicchiare, guardare video, andare in internet e quant’altro, cercatevi un tablet. J


PRO

·         Buon rapporto tra ingombro e capienza (per dirla ingegneristicamente). Io ho cominciato ad informarmi sugli ebook reader quando mi sono accorta che, nonostante avessi aggiunto 6 mensole in camera mia (di cui due recuperate da avanzi di mobili Ikea, tagliate ad hoc per convivere con un pilastro sporgente), e nonostante avessi anche svuotato un intero vano del mio armadio, la mia camera non era più in grado di contenere i miei libri. Ignorando il chiaro segno divino che mi faceva notare che il numero di libri posseduti avanza con l’età, e che una volta arrivati a questo punto sarebbe meglio cercarsi un’intera casa propria da riempire, e non volendo neppure colonizzare la casa del mio ragazzo prima ancora che questi cominciasse a portare le sue valigie di vestiti, ho optato per la ricerca di una soluzione più pratica. Il Kindle è piccolo e può contenere oltre mille libri, e su Amazon l’archiviazione in Cloud è gratuita finché il contenuto è acquistato su Amazon. Il Kindle Paperwhite dispone di una memoria interna di 2GB, dei quali 1,25GB utilizzabili. Ho osservato che i miei libri vanno da qualche centinaia di kB a 3-4MB. Quindi, insomma, di spazio ce n’è. Questa caratteristica dell’eReader rende dunque molto comodo viaggiare. Ad esempio quando le nostre prossime letture sono Limit, I Pilastri della Terra, la trilogia Alexandros e Il Trono di Spade, un eReader non è niente male, in particolare per quelli che, come me, amano tenere sempre un libro in borsa pronto alla lettura.

·         I dizionari. Un’eccezionale qualità del Kindle è la praticità di utilizzo dei dizionari. Quando non si conosce una parola, basta tenere schiacciato il dito sulla parola stessa per veder comparire la corrispondente voce del dizionario. Oltre ad essere molto comodo nella propria lingua (perché, diciamocelo, non si finisce mai d’imparare, anche quando si parla della propria lingua madre! Ad esempio io non sapevo cosa fosse un doccione…beh…ora lo so!), risulta davvero pratico quando si legge in lingua straniera. Mi è capitato infatti di comprare un libro in inglese e, appena è stato introdotto nella mia libreria del dispositivo, Amazon ha subito salvato anche i dizionari monolingua d’inglese. I dizionari sono in ogni caso disponibili sul proprio spazio in cloud all’acquisto del Kindle ma, per comodità, Amazon non li mette subito nel dispositivo perché, giustamente, a qualcuno potrebbe non interessare avere il dizionario di giapponese pronto all’uso. Ci tengo a sottolineare questa caratteristica perché è incredibile poter usufruire di queste risorse gratuitamente. I dizionari d’inglese sono l’Oxford Dictionary of English e il The New Oxford American Dictionary, che sono davvero degli ottimi dizionari! Le lingue già disponibili sono Portoghese, Spagnolo, Tedesco, Inglese, Francese, Giapponese, Cinese e, per l’Italiano, lo Zingarelli. Una cosa simpatica è che l’elenco delle parole cercate rimane in memoria per poterle rivedere velocemente. Una volta imparate si può dire al Kindle “ok, l’ho imparata, grazie!” e rimuoverla dall’elenco (doccione adesso l’ho rimossa per esempio! XD ).

·         Non stanca gli occhi. L’ho già accennato prima, la tecnologia e-ink è diversa da quella di smartphone e tablet, l’effetto è proprio quello di una pagina stampata. Questa tecnologia è pensata e realizzata per contenuti piuttosto statici, quindi non si può avere la fluidità di un LCD con contenuti che richiedono velocità. Per questo motivo questo dispositivo è fatto per la lettura e non per la navigazione o altro. In ogni caso il Kindle Paperwhite risulta più fluido del suo predecessore nel cambio pagina e anche quando si accede allo store online non da problemi di alcun tipo nella visualizzazione. Il Kindle Paperwhite è anche dotato di un sistema di retroilluminazione per la lettura notturna, o comunque in ambienti poco luminosi o, viceversa, per ambienti molto luminosi. Io l’ho usato qualche volta in ambienti poco luminosi e mi sono trovata molto bene. L’ho usato anche a luci spente e non mi ha dato fastidio ma, in generale, preferisco una luce soffusa e la luminosità dello schermo bassa. L’ho usato anche in pieno sole dove dicono che potrebbe essere necessaria l’illuminazione al massimo ma, a dire il vero, senza illuminazione si leggeva perfettamente! Lo schermo del Kindle è antiriflesso quindi anche sotto questo punto di vista è eccellente.

·         Anche l’occhio vuole la sua parte. Il Kindle Paperwhite è ben curato nei particolari. Il design è veramente bello, semplice ed elegante. Io alla fine ho messo una skin, perché mi piaceva personalizzarlo un po’, e perché avevo visto il Kindle di mia sorella con la skin e mi era piaciuta molto. In realtà la mia skin mi piace molto ma mi è quasi dispiaciuto metterla perché può benissimo stare al naturale.



·         Il cavetto USB in dotazione. Parlando di cose serie…il cavo USB in dotazione è lungo 1,50m…Cioè…UN METRO E MEZZO DI CAVO USB!!! Vi rendete conto??? Quanti secoli sono che non vedete un cavo USB così?? Basta coi lettori MP3 appesi al PC e i cellulari appoggiati per terra perché col cavo non si arriva al tavolo! UN METRO E MEZZO!



·         Il minor costo degli ebook rispetto ai libri cartacei. Dopo questa divagazione arriviamo all’ovvio. I libri costano tantissimo. È un dato di fatto che gli ebook costino meno, e con le offerte del giorno di Amazon si possono trovare molte cose interessanti, oltre all’indiscutibile fuffa che si trova spesso. Inoltre molti classici si possono reperire gratuitamente, e anche questa è un’ottima cosa. C’è anche da dire che, per come stanno le cose, gli ebook sono comunque più costosi di quanto dovrebbero essere, considerato che sono esenti dai costi di produzione e di trasporto. Da quel che so, questa è una battaglia aperta, che porta a discussioni anche a livello politico dove l’opinione è divisa tra i favorevoli e i contrari ad un abbassamento dell’Iva, che attualmente è al 22%, rispetto al 4% dei libri cartacei. E qui si può anche cominciare un dibattito sull’inevitabile pirateria nell’ambito delle opere in formato elettronico, argomento che, per adesso, non toccherò. Io per ora tra classici e offerte ho risparmiato, complice anche il colosso Amazon che sta dietro questo dispositivo in particolare.

·         La batteria e altre qualità alla rinfusa. Io ho il Kindle da Natale. In questi 8 mesi ho caricato la batteria in totale 3 volte. Ho letto 4 libri, di cui due di più di mille pagine, quindi direi che, per ora, la batteria non è causa di ansia. Il to­uch è molto buono, ha una buona sensibilità ed è ben ripartito sullo schermo. Lo schermo è da 6’’ e c’è la possibilità di ingrandire o diminuire i caratteri a piacimento così se vi manca qualche diottria il problema è risolto. Il software è buono, semplice, intuitivo e fluido.  


DUBBI E PERPLESSITÀ

·         La perplessità tipica: “il cartaceo è meglio”. Dopo avervi detto tutte queste belle cose sull’eReader, si arriva all’inevitabile. L’amore spassionato per il frusciare delle pagine. L’odore della carta. La bellezza di una libreria colorata, ordinata o no, con i libri in prima edizione ancora perfetti e con quelli dove sono stati annotati pensieri e parole. Ammettiamolo: il lato romantico del libro non è ripagabile con nessuna diavoleria moderna. Si potranno anche evidenziare frasi da condividere sui social network, e si potranno anche scrivere delle note, ma un libro e sempre un libro. La “sfogliabilità” è una cosa che manca completamente a questi oggetti. Per quanto si siano impegnati nella creazione di indici, di barre d’avanzamento e di una funzione di ricerca, sfogliare un libro sarà sempre più bello e immediato.



·         La durabilità (sempre ingegneramente parlando). L’ansia da amante dei propri libri…e se l’eReader si rompe? Ovviamente, è tutto salvato in cloud. Certo, se arrivasse una tempesta solare in grado di rendere inefficienti tutti i dispositivi elettronici, allora sì, avremo perso i nostri ebook…ma forse in quel caso avremmo altre preoccupazioni a cui pensare! Più interessante è invece la questione di un ipotetico cambiamento di dispositivo. Adesso io ho un Kindle e mi trovo bene. Anche supponendo che sia un ottimo dispositivo, supposizione realistica viste le premesse, il tempo è tiranno, in particolare con l’elettronica. Hardwaristicamente parlando, la batteria prima o poi ci abbandonerà, è un dato di fatto. Softwaristicamente parlando, la tecnologia è infame perché corre veloce. I formati cambiano o vengono addirittura abbandonati, si comincia ad aver bisogno di convertitori, la faccenda diventa noiosa. Quindi, se io tra dieci anni volessi cambiare dispositivo (che ne so…Amazon fallisce, i kobo migliorano…:/ ) che ne sarà della mia biblioteca virtuale?? Per evitare la pirateria, anzi, per evitare la concorrenza, ogni casa si inventa vari formati (ad es .mobi, .epub,…) per gli ebook (se avete bisogno di un convertitore, guardate Calibre o guardate le istruzioni per la coversione di Amazon). Scommettiamo che il cambio di dispositivo verrà reso un inferno e ci costringerà a smanettare porcheggiando al PC per ore? Tutti stress che un libro cartaceo non provoca. Come si suol dire…Scripta manent.

·         L’acquisto da altri siti. Questo è un dubbio, perché in realtà non ho mai fatto ricerche al riguardo e non ci ho neanche mai provato. Amazon ovviamente non ha interesse nel pubblicizzare l’acquisto su altri siti, quindi non saprei. Ad esempio la Feltrinelli vende in formato EPUB (quello universale diciamo, qui Amazon è un po' la Apple di turno...) che, ovviamente, non è compatibile con Kindle. Certo, a questo scopo c’è Calibre, ma il risultato com’è? Se qualcuno ne ha esperienza, mi dia notizie!

·         Il prezzo. Un eReader costa, e questo costo va detratto dagli eventuali benefici del minor costo dei libri. Il Kindle Paperwhite costa attualmente 129€, ma l’ho visto arrivare a 99€, e attualmente i 129€ includono 5 ebook, quindi le buone offerte ci sono. In ogni caso, a me è stato regalato, così  non mi devo preoccupare di questi conti! XD


CONCLUSIONI

C’era una bella maglietta che diceva: “Per un ingegnere il bicchiere non è mai mezzo pieno né mezzo vuoto, è sempre pieno di due fluidi diversi”. Non sono qui per dirvi di passare ad un eReader o per dirvi che fa schifo. Questa è una posizione vostra. A me piacciono sia i libri sia l’eReader. Il Kindle è indubbiamente un ottimo prodotto ed è molto pratico. I libri sono bellissimi e una casa senza libri mi rattristerebbe molto. Per quanto mi riguarda dunque, eReader in vacanza e per libri in lingua straniera, e libro cartaceo a casa. A mio parere non sarebbe male se vendessero congiuntamente libro cartaceo e versione ebook. Un po’ come quando ti vendono un il blu-ray con anche il DVD…solo che questo potrebbe addirittura avere un senso!


Infine, ecco il link della pagina Amazon.
Come sempre, qui in basso potete dirmi o chiedermi tutto quello che volete, o semplicemente riportare se il post è stato interessante o no. Sennò fate i fantasmi come al solito... ;) Baci!

lunedì 19 maggio 2014

Le mie stellette del 2014

Nell'augurare col mio solito ampio ritardo un buon anno a tutti, comincio di nuovo a metter stellette. Come al solito i film sono in ordine alfabetico e il "2014" si riferisce al fatto che io li sto guardando quest'anno. A tal proposito, visto che ogni anno bisognerebbe provare a migliorare qualcosa, quest'anno metterò qualche informazione in più, come il genere, la durata, etc., che potrebbero essere utili. Ovviamente, per queste informazioni adotterò uno spudorato copia-incolla da Wikipedia! XD




12 Anni Schiavo ***

Titolo originale: 12 Years a Slave
Anno: 2013
Durata: 134 min
Genere: biografico, drammatico
Regia: Steve McQueen
Fotografia: Sean Bobbitt
Musiche: Hans Zimmer

Interpreti e personaggi

Chiwetel Ejiofor: Solomon Northup
Michael Fassbender: Edwin Epps
Benedict Cumberbatch: William Ford

Il film racconta la vera storia di Solomon Northup, violinista di colore che nel 1841 vive da uomo libero con la sua famiglia nello Stato di New York. Con l'inganno viene fatto schiavo e portato al Sud a lavorare per vari padroni fino al 1853, quando finalmente qualcuno riesce a contattare la sua famiglia e ad attestare la sua libertà. È il terzo film, nel giro di un anno, che tratta gli anni della schiavitù in America (Django Unchained e Lincoln). Come da programma, conoscendo il regista, il film è abbastanza crudo (ma mai come Von Trier o altri registi, qui si intende "crudo per il grande pubblico") e indaga ancora sulla condizione della "schiavitù" come condizione umana, qui indotta da altre persone. Un bel film, ottimi interpreti (bravissimo Micheal Fassbender), buona musica e splendida fotografia. Se state per dirmi: "Ma come? Tutto qui? Candidato a un milione di Oscar e vincitore di tre statuette e tu lo liquidi così?", ebbene, a mio parere, sì. Siete liberi di dire la vostra.




Avatar *****

Anno: 2009
Durata: 162 min., 171 min. (edizione speciale), 178 min. (extended cut)
Genere: Fantascienza, Azione, Avventura,Fantastico
Regia: James Cameron

Interpreti e personaggi

Sam Worthington: Jake Sully
Zoë Saldaña: Neytiri
Stephen Lang: Col. Miles Quaritch
Sigourney Weaver: Dr. Grace Augustine

È vero, è Pocahontas, ed è vero, è un filmaccio pieno di effetti speciali e con un immortale cattivone rompiscatole...ma io adoro questo film. Un giorno farò un post completo sulla splendida realizzazione di Avatar, su come James Cameron sia riuscito a trasmettere le emozioni e le movenze dei suoi attori, in carne ed ossa, in creazioni completamente digitali. Non dimenticherò mai lo stupore e l'emozione che mi ha dato la visione di questo film in sala, in un ottimo 3D, usato per catapultare lo spettatore in un mondo lontano, puro, magico. Una fiaba classica, ma intrisa di quella spettacolare meraviglia che solo il cinema può regalare. 






Biancaneve e il Cacciatore


Titolo originale: Snow White and the Huntsman
Anno: 2012
Durata:  127 min., 132 min. (Extended Version)
Genere: fantastico, avventura, azione, drammatico
Regia: Rupert Sanders

Interpreti e personaggi

Kristen Stewart:  Biancaneve
Chris Hemsworth:  Eric, il cacciatore
Charlize Theron:  Ravenna, la Regina cattiva

Non ne voglio parlare...per tre ragioni fondamentalmente:
1) dopo dieci minuti di film Biancaneve recita un Ave Maria;
2) la mono-faccia di Kristen Steward;
3) trama poco avvincente in generale.
Direi che l'unica nota positiva è Charlize Theron. Che poi quale specchio rimbambito potrà mai dire che Kristen Stewart è meglio di Charlize Theron??





Captain America - The Winter Soldier ****

Anno: 2014
Durata: 136 min.
Genere: azione, fantascienza, avventura
Regia: Anthony e Joe Russo

Interpreti e personaggi

Chris Evans: Steve Rogers/Captain America
Scarlett Johansson: Natasha Romanoff/Vedova Nera
Sebastian Stan: Bucky Barnes/Winter Soldier
Anthony Mackie: Sam Wilson/Falcon
Robert Redford: Alexander Pierce
Samuel L. Jackson: Nick Fury

Inaspettatamente ben fatto. 4 stelle perché rispetto alla media degli ultimi film che ho visto sui supereroi (Iron Man 2 e 3, Thor, Wolverine, etc.), Captain America - The Winter Soldier è ben equilibrato. Ottime scene d'azione e trama tenuta saldamente in piedi. Il personaggio di Captain America, generalmente meno simpatico al pubblico rispetto a personaggi come Wolverine o Iron Man, è stato invece ben valorizzato, anche grazie al bravo Chris Evans. Si nota comunque in generale una buona attenzione ai personaggi, dalla Vedova Nera a Fury, e dai nuovi personaggi Bucky Barnes (mi ricorda un po' l'Alchimista d'Acciaio ^o^) e Falcon. Insomma, io lo consiglio! Per gli amanti delle scene finali sappiate che ce ne sono ben due, quindi attendete proprio fino alla fine prima di uscire dalla sala!






Devil's Knot - Fino a prova contraria ***

Titolo originale: Devil's Knot
Lingua originale: inglese
Anno: 2013
Durata: 114 min
Genere: biografico, drammatico, thriller
Soggetto: Mara Leveritt (libro)
Regia: Atom Egoyan

Interpreti e personaggi

Reese Witherspoon: Pamela Hobbs

Colin Firth: Ron Lax


Il film tratta della storia vera, molto nota in America come "i Tre di West Memphis". Nel 1993 nella cittadina di West Memphis, in Arkansas, scomparvero tre bambini di otto anni. Il giorno dopo i corpi dei bambini vennero trovati e poco dopo le accuse ricaddero su tre adolescenti (uno diciottenne) conosciuti nella zona come vandali e satanisti. I due minorenni furono condannati all'ergastolo, mentre Damien Echols fu condannato a morte (la condanna non fu poi eseguita). Il processo suscitò un grande scalpore mediatico soprattutto per l'inconsistenza delle prove e per la trascuratezza e inettitudine della polizia locale che, ottusamente, non volle mai aprire altre piste. Molte persone famose si interessarono personalmente al caso, tra i quali Peter Jackson e Johnny Depp, che diventò anche molto amico di Damien Echols. Nel film si seguono i punti di vista di una delle tre madri, Pamela Hobbs (Reese Witherspoon), e del detective privato alla difesa dei ragazzi Ron Lax (Firth). Molto bravi i due protagonisti. Ho letto delle recensioni che accusano il regista di una visione "fredda e distaccata". Alcuni si lamentano perché sarebbe potuto risultare un thriller di gran pathos. Vorrei far notare che i tre bimbi sono morti davvero, vorrei far notare che tre ragazzi innocenti hanno passato metà della loro vita in carcere e che conseguentemente il vero colpevole (o colpevoli) ha girato indisturbato per tutto questo tempo. Nessuno saprà mai chi sia stato, nessuno saprà mai cosa successe quel giorno. Il regista guarda ai fatti con il giusto distacco, e fa riflettere sui concetti di giustizia, ordine e "normalità" che impermeano la nostra società.

Piccola parentesi perché mi sono accorta che sono davvero tante le pellicole sui rapimenti di bambini, sugli errori delle autorità alla ricerca di capri espiatori da accusare alla svelta e su alcune famiglie e/o individui americani psicopatici:
  • Changeling di Clint Eastwood con Angelina Jolie. Anche questo da una storia vera di una madre che, dopo la sparizione del figlio, si è vista spacciare dalla polizia un altro ragazzino al posto del suo bambino.
  • Prisoners, di Denis Villeneuve, con Hugh Jackman e Jake Gyllenhaal, sulla sparizione di due bambine, sulla pressione che un genitore vittima di questo trauma, o la società in generale, possono esercitare sulle forze dell'ordine e sulle indagini (il che un po' spiega perché forse a volte si cerca un colpevole a caso e basta).
  • Amabili Resti di Peter Jackson. Angosciante film che osserva la realtà (e non) dal punto di vista della vittima e indaga sulla crudeltà umana.





Gambit - Una Truffa a Regola d'Arte ***

Anno: 2012
Durata: 90 min.
Genere: commedia, crimine
Regia: Michael Hoffman

Interpreti e personaggi

Colin Firth: Harry Deane
Cameron Diaz:  PJ Puznowski
Alan Rickman:  Lionel Shabandar
Tom Courtenay:  Maggiore

Film molto carino con un inedito Colin Firth nei panni di un critico d'arte un po' pasticcione, un fantastico Alan Rickman, spogliatosi dagli untuosi capelli di Piton, ad interpretare il suo capo miliardario e una simpatica Cameron Diaz in veste di sfacciata texana dal cuore tenero. Tempi comici perfetti in questa pellicola di umorismo squisitamente british. Tra parentesi, il film è il remake di un'omonima pellicola del '66 e pare che chi li ha visti entrambi sia rimasto un po' deluso da quest'ultima versione.




Lo Hobbit - La Desolazione di Smaug **

Titolo originale: The Hobbit: The Desolation of Smaug
Anno: 2013
Durata: 161 min[1]
Genere: fantastico, avventura, epico
Regia: Peter Jackson
Soggetto: J. R. R. Tolkien (romanzo)
Musiche: Howard Shore

Interpreti e personaggi

Martin Freeman: Bilbo Baggins
Ian McKellen: Gandalf
Richard Armitage: Thorin Scudodiquercia
Evangeline Lilly: Tauriel
Lee Pace: Thranduil
Orlando Bloom: Legolas

vd. recensione.




Ladyhawke ***

Anno: 1985
Durata: 116 min.
Genere: epico, fantastico, avventura,romantico
Regia: Richard Donner 

Interpreti e personaggi

Matthew Broderick: Philippe Gaston
Rutger Hauer: Etienne Navarre
Michelle Pfeiffer: Isabeau D'Anjou


Ahahah! Era da moltissimo tempo che volevo rivedere questo film! Insomma, per me rimane una delle più belle storie d'amore di sempre. Gli amanti costretti a stare "sempre insieme ma eternamente divisi". Questa maledizione è così raffinata che il suo creatore dovrebbe sopravvivere solo per la sua genialità. Ecco, l'unica cosa che non ricordavo era la colonna sonora che per me stona un po' col tono del film (non conosco bene questi generi musicali ma lo definirei "tunza elettronico anni '80"). All'epoca magari può essere stata una colonna sonora avveniristica, ma io credo che, se si rifacesse questo film adesso, si opterebbe per qualcosa di più classico. 




Lei ****

Titolo originale: Her
Anno: 2013
Durata: 126 min.
Genere: drammatico, fantascienza, romantico
Regia: Spike Jonze

Interpreti e personaggi

Joaquin Phoenix: Theodore Twombly
Scarlett Johansson: Samantha
Amy Adams: Amy
Rooney Mara: Catherine

Lei, parla dell'amore che nasce tra un uomo, Theodore, e un'intelligenza artificiale, Samantha. Ora, guardando così la cosa, ci si potrebbe fare l'idea sbagliata su questo film che in realtà non è un semplice film di fantascienza sul classico tema dell'evoluzione delle macchine, anzi. La fantascienza qui è abbastanza marginale, ed è piuttosto un pretesto per l'analisi della condizione umana. Joaquin Phoenix ci mostra sensibilmente gli effetti della perdita, della solitudine e della fragilità umana. Il film mette a nudo l'amore, cercando di indagare a fondo su cosa questo rappresenti, una volta che sia stato spogliato della sua fisicità. Di sottofondo viene introdotto anche il tema della devoluzione dell'uomo in rapporto alla tecnologia. Emblematici sono ad esempio il lavoro del protagonista, l'asetticità della messaggistica e l'analisi delle differenze "razziali" tra uomini e calcolatori. Io l'ho visto in lingua originale e, in effetti, la voce di Scarlett Johansson per Samantha merita davvero. Consigliato.






Le Idi di Marzo ***


Titolo originale: The Ides of March
Anno: 2011
Durata: 98 min.
Genere: drammatico
Regia: George Clooney

Interpreti e personaggi

Ryan Gosling: Stephen Meyers
George Clooney: governatore Mike Morris
Philip Seymour Hoffman: Paul Zara
Paul Giamatti: Tom Duffy
Evan Rachel Wood: Molly Stearns

Mi aspettavo un po' di più da questo film. Sarà invece che la corruzione e la scorrettezza morale dei politici non è propriamente una novità (in Italia poi...), sarà che il film di suo manca un po' di verve, alla fine non ha lasciato molto il segno. In compenso conta su delle ottime interpretazioni, tra le quali quella del bravissimo Philip Seymur Hoffman, purtroppo mancato a Febbraio di quest'anno. Insomma il film è carino, ma con la mano di un altro regista poteva forse risultare più incisivo.





Moonrise Kingdom - Una fuga d'amore ****

Anno: 2012
Durata: 94 min.
Genere : commedia, drammatico, romantico
Regia: Wes Anderson
Musiche: Alexandre Desplat

Interpreti e personaggi

Jared Gilman:  Sam Shakusky
Kara Hayward:  Suzy Bishop
Bruce Willis: Capitano Sharp
Bill Murray:  Walt Bishop
Edward Norton:  Randy Ward

Wes Anderson è un regista interessante. Di suo ho visto I Tenenbaum e Fantastic Mr. Fox. I suoi film mi sembrano sempre dei quadri, simmetrie perfette, colori caldi, attenzione ai particolari. I personaggi sono quasi sempre eccentrici, sembrano anime imprigionate in corpi e vite gli appartengono. Le musiche sono sempre parte integrante del racconto. In Moonrise Kingdom, nei titoli di coda, possiamo ascoltare singolarmente le diverse famiglie di strumenti per poi riascoltarle tutte insieme, come una grande famiglia. Ed è questo uno dei temi principali di Wes Anderson, la famiglia. Come per la musica sinfonica, le famiglie sono fatte da molti individui profondamente diversi tra loro che, infine, nel bene o nel male, funzionano insieme. Nei film di Wes Anderson non ci sono famiglie ideali, non esistono famiglie perfette, le famiglie hanno sempre qualche disfunzione, e una delle principali disfunzioni forse è proprio quella della nascita di un nuovo individuo, inteso come personalità a se stante, un adolescente. Potranno dunque degli adolescenti insegnarci qualcosa sull'odio e sull'amore? Possono farci capire la fragilità e l'importanza che riveste questo passaggio nella vita di ognuno di noi? Moonrise Kingdom prova a mostrarcelo, con tocco leggero e gusto agrodolce.






Slevin - Patto Criminale ***

Titolo originale: Lucky Number Slevin
Anno: 2006
Durata: 109 min
Genere: thriller, crimine, drammatico, Pulp
Regia: Paul McGuigan

Interpreti e personaggi

Josh Hartnett: Slevin Kelevra
Bruce Willis: Mr. Goodkat
Lucy Liu: Lindsey
Morgan Freeman: "il Boss"
Ben Kingsley: Shlomo, "il Rabbino"

Thriller veloce, dal gusto tarantiniano. Sono infatti molti gli ammiccamenti a Pulp Fiction, dai dialoghi serrati e casuali tra gangster, a un orologio che ricorda un padre, ai nomi simbolici. È un film che comunque lascia il suo segno, rendendo difficile dimenticare cos'è una mossa Kansas City, o che una cosa assurda è che Charlie Chaplin partecipò ad un concorso di sosia di Charlie Chaplin e arrivò terzo. È difficile dimenticare il faccino furbo di Josh Hartnett, o quello gelido del killer Bruce Willis. Forse qualche volta questo film si piega un po' troppo all'autocompiacimento, e di sicuro non è ai livelli di Pulp Fiction, ma resta comunque un buon thriller.




I Sogni Segreti di Walter Mitty
 ****

Titolo originale: The Secret Life of Walter Mitty
Anno: 2013
Durata: 114 min
Genere: commedia, avventura, drammatico
Regia: Ben Stiller
Soggetto: James Thurber
Musiche: Theodore Shapiro

Interpreti e personaggi

Ben Stiller: Walter Mitty
Kristen Wiig: Cheryl Melhoff
Adam Scott: Ted
Sean Penn: Sean O'Connell

vd. recensione.




Stardust ***


Anno: 2007
Durata: 128 min
Genere:  fantastico
Regia: Matthew Vaughn
Soggetto: Neil Gaiman

Interpreti e personaggi

Charlie Cox: Tristan
Claire Danes: Yvaine
Michelle Pfeiffer: Lamia
Robert De Niro: Capitano Shakespeare

Questo film nasce dall'omonimo libro di Neil Gaiman, che io adoro, come ho già abbondantemente dimostrato nel post su Coraline. Ora, quando andai a vedere il film al cinema ne restai molto delusa (eh si, sto cercando di usare il passato remoto, cosa non naturale da queste parti, se non si è costretti da un tema in classe). Mancava di molte mosse "non banali" di Gaiman, a favore di conclusioni scontate, "per famiglie". D'altronde per essere prodotto dovevano piegare un po' la storia all'intrattenimento di massa. Col senno di poi, comunque, resta un buon fantasy, diverso dal solito, perché gode comunque dello zampino del suo autore. Qui sono state aggiunte un po' di cose come il Capitan Shakespeare (solo accennato nel libro e non sviluppato) e l'avvincente duello finale, evidentemente aggiunto per la spettacolarità del grande schermo. La parte romantica del racconto è stata inoltre migliorata, rendendo il tutto molto più dolce.



Storia di una Ladra di Libri ****

Titolo originale: The Book Thief
Anno: 2013
Durata: 131 minuti
Genere: drammatico
Regia: Brian Percival
Soggetto: Markus Zusak (romanzo)
Musiche: John Williams

Interpreti e personaggi

Sophie Nélisse: Liesel Meminger
Geoffrey Rush: Hans Hubermann
Emily Watson: Rosa Hubermann
Ben Schnetzer: Max Vandenburg

Se i film si misurassero con un lacrimo-metro questa pellicola vincerebbe sicuramente il secondo premio. Il primo posto per ora resta a Non Lasciarmi, per il quale ho quasi finito un rotolo di Scottex, piangendo per tre quarti del film. Con Storia di una Ladra di Libri ho pianto per circa metà film e devo dire che è stato difficile poi smettere anche una volta salita in macchina. Poi direi che c'è Up, che racchiude tutte le scene allegre nel trailer, facendolo passare, a tradimento, come una commedia. Ma ora concentriamoci sul film e non sulla mia spiccata emotività! Si inizia sulle ali della morte, passando sopra un treno a vapore nel panorama innevato della Germania nazista del 1938. La protagonista viene adottata da una coppia formata da un uomo dal cuore d'oro (Hans, il bravissimo Geoffrey Rush) e dalla splendida, burbera Rosa (magnifica Emily Watson). Liesel stringerà amicizia col giovane Rudy, scapigliato e ingenuo, gentile. E poi arriva la guerra e alla porta della famiglia Hubermann batte il passato, nel corpo emaciato di Max, ebreo, che chiede loro riparo. E Liesel imparerà a leggere, e a vedere il mondo e le persone con umanità, oltre gli stereotipi sociali. A me è piaciuto, regia pulita, come già detto, è un film molto emotivo. Brava la protagonista. Unica pecca: siamo in Germania, un po' di coerenza con le scritte non avrebbe guastato, invece sono tutte in inglese...:/





Transcendence ***

Titolo originale: Transcendence
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Regno Unito
Anno: 2014
Durata: 119 min
Genere: fantascienza, drammatico, thriller
Regia: Wally Pfister
Soggetto: Jack Paglen

Interpreti e personaggi

Johnny Depp: Will Caster
Rebecca Hall: Evelyn Caster
Paul Bettany: Max Waters
Morgan Freeman: Joseph Tagger
Cillian Murphy: Agente Buchanan

Blockbuster del "Nolaniano" Pfister, con Johnny Depp finalmente senza trucco in faccia. Transcendence tratta temi già ampiamente discussi come quello delle intelligenze artificiali o della clonazione. Il film non mi è dispiaciuto, ma forse uno dei suoi più grandi limiti è proprio quello di "aver voluto essere un blockbuster". Mi spiego meglio. Prendiamo ad esempio Her (Lei), visto che è un film contemporaneo a Transcendence e visti i molti punti d'incontro. In entrambi i film è importante il tema della perdita (in Her Theodore sta divorziando dalla moglie, in Transcendence Evelyn si trova a dover affrontare la morte del marito, Will), così com'è importante il tema dello sviluppo delle Intelligenze Artificiali (in Her i sistemi operativi diventano a poco a poco delle entità indipendenti, in Transcendence sostanzialmente si riesce a "rimappare" il cervello di Will creando a tutti gli effetti una macchina senziente). Sicuramente i due film hanno due scopi diversi e dunque portano a conclusioni un po' differenti, ma quello che cambia è che, mentre Her avanza a passi lievi, facendoci ampliare lo sguardo oltre quello che rappresenta la mera concezione umana, Trascendence perde un po' di spessore, non fermandosi mai un attimo. Terroristi, effettoni di materia che si disfa e si ricrea, immancabili esplosioni alla fine (perché quando l'uomo non è in grado di capire qualcosa, si sa, la etichetta come "nemico"). Il film ha dunque molti spunti interessanti e risulta comunque una buona visione, ma per me conserva troppo i limiti dei film di genere.